Italia e Napoli, una “bella” figura
Paolo Manzo sul portale “VITA.it non profit online” ha messo straordinariamente bene il dito sulla piaga. I telegiornali, i giornali ed i portali brasiliani hanno impietosamente deriso l’Italia, Napoli e l’arcinota vicenda dei rifiuti. Si percepiva, come lo stesso Manzo ha fatto notare, un sottile desiderio di vendetta, come a dire: “e il terzomondo saremmo noi”?
Prima di lasciarvi all’articolo citato alcune brevi osservazioni. In primis: il problema del lixo, la spazzatura, in Brasile é semplicemente colossale, e spesso le campagne elettorali per le elezioni comunali ruotano proprio su questo tema. (Nella foto una discarica a cielo aperto brasiliana, con intorno alcuni affamati avvoltoi).
Inoltre c’é la dolorosa questione dei catador de lixo, i poveri cristi che vagano per le megalopoli verdeoro raccogliendo i rifiuti sparsi un po’ dappertutto: vendono la “raccolta” a peso, in cambio del sufficiente per sopravvivere.
O, il piú delle volte, per l’acquisto di qualche bicchiere di cachaça. (Tra l’altro a dar fama internazionale alla categoria lavorativa é stato proprio il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, commossosi sino alla lacrime durante l’incontro di qualche tempo con alcuni di loro, ndr).
E tuttavia la questione di fondo resta: la caduta d’immagine per Napoli e l’Italia é stata piuttosto grave. La definirei, semplicemente, una figura di…
«Napoli, il Brasile e l’immondizia
I giornali brasiliani aprono le news internazionali con la guerra “do lixo”, dell’immondizia, una cosa che neanche in favela. Si sa che la vendetta è un piatto che deve essere consumato freddo, anche e persino in Brasile dove le temperature di questi tempi sfiorano i 40 gradi.
Il Carnevale quest’anno arriva molto presto in Brasile, il 2 febbraio, e de facto l’intero Paese del samba è ancora in vacanza. Persino il 90% della popolazione che le ferie non può permettersele in vacanza lo è mentalmente. Nonostante la violenza (Rio è sempre più un’emergenza nazionale con un tasso di morti ammazzati che supera ampiamente quello della Striscia di Gaza) e le tante lacune del sistema-Brasile, qui la voglia di rilassarsi regna sovrana assieme a quella di farsi quattro risate guardando in casa dei “vicini” del Primo Mondo, dove non è detto che l’erba debba essere per forza di cose più verde…
L’Italia è un Paese che nonostante la distanza di 14mila chilometri è da tutti i brasiliani considerato il vicino per eccellenza, vuoi per il calcio, vuoi per la passionalità delle donne, sicuramente per i milioni di italiani che da queste parti sono sbarcati tra la seconda metà dell’Ottocento e la fine degli anni Settanta.
Ieri i brasiliani, guardando le foto di Napoli pubblicate da tutti i giornali locali, con le strade ridotte a discariche e le vecchine con la spesa in mano costrette a zigzagare tra l’immondizia, devono essersi fatti una grassa risata pensando al nostro cosiddetto Primo Mondo.
Del resto confrontata con Napoli Heliopolis dove sono stato settimana scorsa sembrava Cortina, nonostante i 40 gradi e nonostante sia la seconda favela più grande dell’America Latina… Comunque, ecco alcuni articoli con foto che ieri erano sulle prime pagine dei principali giornali brasiliani, compreso BBC Brasil».
(Francesco Giappichini).

