Artigianato locale e dal mondo alla Fiera di Natal

Per i fortunati viaggiatori che si recheranno nei prossimi giorni nello splendido Rio Grande do norte (nella foto, un tramonto sulle dune di Genipabu) si prospetta un’interessante alternativa alle bellezze del litorale e alla vita di spiaggia. Nella capitale Natal, dal 18 al 27 gennaio, si svolgerà infatti la tredicesima edizione della Fiera internazionale dell’artigianato (Fiart).
L’evento, che si terrà presso il locale Centro de convenções, occuperà 350 stand e riunirà oltre milletrecento espositori, provenienti da tutti gli stati brasiliani e dall’estero. Sono in arrivo rappresentanti di Perù, Bolivia, Egitto, Kenya, Indonesia e Italia. Il nostro paese è un tradizionale ospite della rassegna, cui partecipa da diversi anni.
Sono attesi centomila visitatori per un fatturato di circa 3,5 milioni di real, dato dalla vendita degli articoli al dettaglio e all’ingrosso. La programmazione comprende attrazioni come il quarto Salone dell’artigianato potiguar (come vengono chiamati gli abitanti del Rio Grande do norte), il quarto Festival delle danze folcloristiche, una mostra-degustazione di cachaça artigianali e l’Esposizione nazionale dei burattini “mamulengo”.
Il 2007 è stato un anno d’oro per la produzione artigianale dello stato nordestino, in particolare per quella associata ai flussi turistici. La fondazione Cti, in collaborazione con il ministero del Turismo brasiliano e con l’appoggio di Sebrae, riunisce quasi mille artigiani locali, che sono coinvolti in 38 progetti ufficiali di promozione delle loro attività .
Tra queste, interessanti sono la produzione di oggetti in legno, in pietra-sapone e in paglia di carnaúba, le pitture a mano su tessuti locali, le ceramiche, i cibi della regione (in particolare le tapioca e i dolci tipici fatti in casa). Tra le zone di provenienza, da segnalare quelle di Assu, São Rafael, Caicó, Currais Novos, Florânia, Timbaúba dos Batistas, Serra Negra do Norte, Touros, São Miguel do Gostoso, Lajes Pintadas, Parelhas e Alto do Rodrigues.
(A. Forni)

