B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Brasile, il futuro dell’hard italiano

                                                       

A grande richiesta abbiamo contattato di nuovo Stefano Pieri, in arte Alex Prosi (nella foto con due ragazze del suo staff, nello splendido scenario del Reviver di São Luis in Maranhão, ndr). Come ricorderanno i lettori piú assidui, nel nordeste brasiliano gestisce una casa di produzioni cinematografiche hard.

(La prima intervista, dal titolo “L’hard italiano vola in Brasile”, potete leggerla al seguente link, ndr). Dopo avere operato alcuni mesi per la Cento X cento di Firenze, ha deciso di puntare esclusivamente sulla sua impresa, la Alex Prosi Produzioni. «Il produttore fiorentino preferiva che gli inviassi scene con transessuali, che infatti», ha esordito Pieri, «mi venivano pagate meglio rispetto alle cosiddette scene “etero”.

Per ogni scena “trans” ricevevo cinquecento euro, mentre per il genere eterosessuale sui trecento. In ogni caso le pretese erano eccessive, specie in relazione alle elevate spese di produzione. Si pensi al motel, ai costi di trasferimento, e soprattutto ai rimborsi spese da pagare ad attori ed attrici.

In questo modo posso invece distribuire la produzione sia attraverso il mio sito internet, sia, in formato dvd, tramite i miei collaboratori in Italia».

Signor Pieri, parliamo della durata, sia quella dei film che delle singole scene.

«Ogni scena ha una durata di circa venticinque minuti, ma il cosiddetto prodotto girato raggiunge in genere i quaranta minuti. Ogni film raccoglie 4 scene».

La soddisfano le prestazioni delle ragazze locali, tenendo conto anche del gusto del pubblico italiano, cui lei si rivolge?

«I miei vecchi datori di lavoro puntavano – a parte la produzione trans – essenzialmente su ragazze bianche e particolarmente carine. Sul set non dovevano parlare, in quanto l’idea era quella di simulare donne italiane, le cosiddette casalinghe infedeli. E gli stessi motel non dovevano avere letti rotondi, ma assomigliere a semplici camere da letto in stile italiano.

Tutto ció peró andava a discapito della spontaneitá delle attrici brasiliane, come ben si puó immaginare. Io invece preferisco che queste siano del tutto disinvolte».

La sua attuale produzione s’inserisce in quel genere che gli addetti ai lavori definiscono «amatoriale». Non pensa di potere, magari in futuro, cambiare stile? Anche tenendo conto dell’“esotico” scenario in cui si trova?

«Trovandomi in un Paese che offre originalissimi scenari naturali, ho in programmazione dei film professionali, ossia piú curati sotto ogni aspetto. Dal soggetto, alla scenografia, sino allo staff degli attori. Ho in mente copioni piú elaborati, produzioni che ruotino su una vera e propria trama.

E non esclusivamente su scene del tutto surreali».

Vuole lasciare un ultimo messaggio ai nostri lettori?

«Aggiungo solo che ho la certezza che il futuro dell’industria pornografica italiana sará in Brasile».

(Francesco Giappichini).

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