B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Super Brasile, é ancora un buen retiro?

                                         

Nella giornata di ieri i telegiornali ed i portali brasiliani non hanno parlato d’altro: il Brasile é la sesta economia del mondo. Secondo una relazione pubblicata dalla Banca mondiale (nella foto il suo presidente Robert Zoellick, ndr) il prodotto interno lordo verdeoro, secondo il criterio della «paritá di potere d’acquisto», avrebbe raggiunto la sesta posizione, ex aequo con Gran Bretagna, Francia, Russia e, indovinate un po’, Italia.

Nelle prime cinque posizioni, inarrivabili, Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania ed India. Invero ad un’analisi piú approfondita parrebbe che tra le suddette potenze a pari merito il Brasile si trovi in ultima posizione (e quindi al decimo posto assoluto), ma non siamo certo qui a spaccare il capello in quattro.

Va poi aggiunto che secondo il criterio convenzionale e tradizionale del «cambio corrente», basato sulla conversione in dollari dei pil nazionali, i brasiliani occuperebbero la settima posizione, insieme ad indiani, russi e messicani. Sin qui la notizia ed i freddi dati economici, che fotografano un Paese in costante e forte crescita, non solo economica, ma anche politica e militare.

Se peró vogliamo andare piú a fondo ed aggiungere qualcosa d’interessante per i nostri lettori siamo costretti a porci (ma soprattutto a porre) una domanda. Il Brasile é ancora una meta «a buon mercato», puó ancora rappresentare – come avveniva in passato – un cosiddetto buen retiro per tanti italiani ed europei in genere?

Dobbiamo pensare in primo luogo al tasso di cambio, che nella giornata di ieri consentiva, con un euro, di acquistare 2,60 real. Bassino. Molti considerano la moneta sudamericana sopravvalutata, ma in realtá nulla lascia presagire, nel medio termine, una diminuzione del suo valore: gli investimenti dall’estero continuano ad affluire, e non appare all’orizzonte nessuna inversione di tendenza.

L’inflazione, stimata al 3,16 per cento, é certamente tenuta sotto controllo da una politica governativa non certo lassista, per non dire rigida; ma comunque é pur sempre su valori superiori a quella italiana, cui siamo abituati. Senza considerare che nelle mete sognate dagli appassionati del Brasile – in generale le capitali lungo la costa –  i prezzi, oltre ad essere piú alti a priori, stanno anche correndo a ritmo forsennato.

E le ragioni sono molteplici, a cominciare dal ben noto fenomeno della speculazione immobiliare. Insomma il Brasile é ancora un buen retiro? Secondo noi no, non lo é piú. Se non, forse, nel fatidico immaginario collettivo.

(Francesco Giappichini).

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Commenti

  1. Commento di zeca | 2007/12/23 alle 09:13:18

    Premessa :i “predoni del potere” hanno deciso di renderci la vita impossibile ovunque e comunque.Fatta salva questa premessa,onde chiarire che i paradisi in terra non esistono,possiamo sottolineare che il mito del “buen retiro” brasiliano non e’ del tutto svanito ma e’sempre piu’costoso!Il Brasile sta sfruttando,ed in questo Lula e’stato abilissimo, le debolezze economiche e politiche degli Stati Uniti targati Bush.Il crollo di credibilita’internazionale del post 11 Settembre,con guerre bidone a gogo’,ha di fatto isolato nel contesto economico mondiale l’America del Nord;la borsa americana stava crollando vertiginosamente gia’dal 2000,erano i segnali di una discesa imminente!Tutto cio’che e’stato messo in piedi per tentare,con i mezzi piu’sinistri,di dare una spinta propulsiva alla economia reale statunitense,ha permesso di rimettere in piedi tutto l’indotto derivante dallo stato di guerra,ma il boomerang psicologico ha finito per neutralizzare tali apparenti vantaggi.Il dollaro e’in caduta libera da 4 anni, chi ne ha approfittato?QUALCUNO DI VOI SE NE E’ACCORTO?Il Brasile sta spostando investimenti con una forza impensabile,ha fatto del Real una moneta potente,ha stretto alleanze geopolitiche importanti e ha inaugurato una sorta di “STATI UNITI DEL SUD”.Chiunque abbia dormito su questi avvenimenti non ha ancora capito che il Brasile e’finalmente uscito dal letargo,il buen retiro a costo zero e’finito da 4 anni!!Questo non deve scoraggiare chi voglia ancora tentare il viaggio di sola andata italia-brasile,e’semmai un invito a vedere la terra del carnevale con meno miopia da divertimentificio ma come una reale possibilita’di investimento.Arrivare in Brasile adesso e’da ritardatari,io sono uno di questi,rimanere in Italia puo’ essere una scelta,mi si perdoni il termine ma ne faccio uso solo perche’non ne trovo uno piu’appropriato,una scelta da ritardati.L’Italia e’ al crack economico,il Brasile ha davanti a se’almeno 10,15 anni di assorbimento di capitali esteri e di sfruttamento di proprie materie prime.CONSIGLI PER GLI ACQUISTI:IL BRASILE HA UNA VASTITA’GEOGRAFICA CONSIDEREVOLE.Stare alla larga dalle metropoli turistiche piu’gettonate permette ancora di vivere con poco e lontano da stress,tasse folli e infelicita’!E’ Natale,regalatevi un mappamondo e fatelo girare…non fatevi prendere a schiaffi dalla vita !!FELIZ NATAL, !!GALERA


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