Cittadinanza italiana tra restrizioni e aperture

Il dibattito sul tema della cittadinanza, particolarmente caro ai brasiliani di origine italiana, è sempre acceso. Un paio di settimane fa, il senatore del Parlamento italiano Edoardo Pollastri, eletto in Brasile nelle file della maggioranza di governo, comunicava che l’assemblea stava vagliando la possibilità di fissare limiti temporali per la trasmissione della cittadinanza “ius sanguinis”.
In futuro verrebbero riconosciuti come discendenti con diritto di cittadinanza solo i consanguinei fino alla terza generazione. Ora, anche se la notizia non è necessariamente in contrasto con quanto affermava Pollastri, si aprono invece nuove possibilità riguardo al sesso degli ascendenti in linea diretta.
Una commissione della nostra Camera dei deputati, infatti, ha approvato una proposta di emendamento che prevede pari diritti per uomini e donne nella trasmissione del diritto di cittadinanza. Per le seconde, non esisterà più la restrizione temporale che limitava il passaggio del diritto ai figli nati dopo il 1º gennaio 1948. Madri, nonne e bisnonne italiane sarebbero in questo modo equiparate ai loro omologhi maschi, per i quali il limite già non sussisteva.
Fautore della presentazione del testo, che dovrà ovviamente essere sottoposto al voto del parlamento, è stato il deputato italo-argentino Ricardo Antonio Merlo. Soddisfatto per questo primo, parziale successo, Merlo ha dichiarato: «Considerare la donna giuridicamente inferiore all’uomo va contro la costituzione italiana. Stiamo cercando di porre rimedio a questa evidente disparità». La discussione della proposta, in ogni caso, è rimandata ad un’epoca successiva al dibattito sulla legge finanziaria 2008.
Qualche numero sul Brasile. Lo scorso anno, secondo l’ambasciata d’Italia a Brasília, sono state 67mila le richieste di legalizzazione di documenti e oltre 13mila le nuove domande di riconoscimento della cittadinanza italiana. Di queste, solo 139 (pari all’1,05 per cento del totale) sono state accolte. Si tratta di una flessione percentuale di enormi proporzioni, rispetto alla media. Negli ultimi quindici anni, infatti, complessivamente sono state 750mila le richieste, 215mila delle quali accolte, cioè il 28,67 per cento.
(A. Forni)

