Ave Maria, il Brasile é con te
A differenza di quanto avviene in Italia, in Brasile é ancora comune celebrare la Hora do Ângelus, o Hora da Ave Maria. Si tratta di una tradizione religiosa importata dai colonizzatori portoghesi, e mantenuta in seguito viva dagli immigrati dal Paese lusitano.
(Ma fu senz’altro apprezzata anche dai brasiliani di nascita, se non altro per il suo aggiungere magia ad un’«ora» che nel Paese verdeoro é sempre stata magica: le sei di sera. Quando non é piú giorno, ma non é ancora notte, ndr). É un momento di riflessione in onore della Madonna, in particolare per ricordare l’Annunciazione da parte dell’arcangelo Gabriele del mistero della Encarnação, ossia della Immacolata concezione.
La cui festivitá si celebra nella giornata di domani. Alle diciotto in punto la grande maggioranza delle emittenti radiofoniche, nonché gli altoparlanti di gran parte delle Chiese cattoliche, intonano cosí le note dell’Ave Maria. (E spesso disc jockey che sino a qualche minuto prima avevano gridato gli ultimi titoli della hit parade brasiliana si gettano a capofitto in preghiere improvvisate ed inviti alla riflessione).
Ma attenzione: nella maggior parte dei casi non si tratta dell’Ave Maria di Franz Schubert, alla cui suggestiva interpretazione di Rei Roberto Carlos e Big Luciano Pavarotti (nella foto insieme) vi rimandiamo commossi. Il canto a Maria che in Brasile va per la maggiore é infatti l’Ave Maria di Johann Sebastian Bach e Charles Gounod, che potete ascoltare nella versione di Bobby McFerrin, anch’essa tratta dall’immancabile You Tube.
Ma non finisce certo qui, infatti il duro popolo del sertão nordestino non poteva mancare di dare il proprio personale contributo al culto mariano. Il grande Luiz Gonzaga, un altro re, il rei do baião, ha infatti composto la popolarissima e struggente “Ave Maria Sertaneja”, che le radio piú popolari paiono preferire alle piú “nobili” versioni.
L’interpretazione che vi proproniamo é d’un imitatore, João Cláudio Moreno, ma ve ne garantiamo la somiglianza con l’originale. Non possiamo peró salutarvi senza invitare all’ascolto di un’ ulteriore perla, non solo della musica, ma della cultura tout court: la versione dell’Ave Maria che Fafá de Belém cantó di fronte al giá sofferente papa Giovanni Paolo II.
(Francesco Giappichini).

