B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Tra Italia e Brasile molta carne al fuoco

Con buona pace di Coldiretti, l’Italia compra e continuerà a comprare parecchia carne bovina dal Brasile (nella foto, una succulenta picanha). La novità è che il nostro paese, oltre a bistecche, costate e quarti di bue brasiliani, destinati sia al consumo domestico che alle tavole dei ristoranti, comincerà a importare anche capi vivi.

Si tiene oggi, presso la fazenda São José, situata in località Pedras Brancas, nello stato di Santa Catarina, la presentazione del Projeto de rastreabilidade dos bovinos e bubalinos, un piano che permetterà la localizzazione e il controllo elettronico degli animali tramite l’apposizione di un chip.

All’evento presenzierà, insieme con molti operatori locali del settore, con il segretario di stato per l’Agricoltura, Antonio Ceron e con il governatore di Santa Catarina, Luiz Henrique, una delegazione del governo italiano. Il gruppo sarà guidato dal nostro ministro per le Politiche agricole, Paolo de Castro e comprenderà il presidente dell’Unione italiana importatori ed esportatori di carne e derivati, Renzo Fossato.

Il ministro De Castro si riunirà, successivamente, con l’omologo brasiliano Reinhold Stephanes per discutere l’implementazione di un progetto già approvato di esportazione di bovini vivi da Santa Catarina verso l’Italia. Lo stato del sud del Brasile è all’avanguardia nella sperimentazione e nelle ricerche sulla febbre aftosa, malattia ancora diffusa in tutto il mondo. La prima esperienza locale di vaccinazione efficace risale al 1967, nelle zone di Lages, São Joaquim, Bom Jardim da Serra e Urubici.

Il progetto di rastrellamento e monitoraggio di cui sopra interesserà, entro il mese di giugno del 2008, tre milioni e mezzo di capi. Tutti saranno identificabili fino al momento dell’abbattimento, dopo di che il codice che li contraddistingue individualmente passerà a identificare i tagli da essi ricavati, accertandone sempre e comunque la provenienza.

Le importazioni nel nostro paese di animali vivi della specie bovina normalmente sono limitate a vitelli di peso uguale o inferiore a 80 chilogrammi. Vedremo se questa regola sarà mantenuta e quali ripercussioni a livello comunitario avrà l’arrivo del gado brasileiro.

Non già pronto per la griglia ma, questa volta, su quattro zampe.

(A. Forni)

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