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Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Caso Raponi, il rapporto del console

                               

Dato l’interesse suscitato dal nostro articolo sul tragico caso Raponi, la nostra redazione ha svolto un’inchiesta al riguardo, al fine di conoscere la versione ufficiale della rappresentanza italiana in loco, ed in particolare i contenuti – evidentemente riservati – del rapporto che il vice-console onorario a Fortaleza Roberto Misici ha redatto al riguardo.

Secondo il suddetto documento il giovane di Sabaudia Sergio Raponi, durante la mattinata del 6 novembre, avrebbe tentato di entrare, in apparente stato confusionale, nella discoteca Mucuripe Club. Avrebbe danneggiato la porta di vetro d’entrata e senza dar tempo al personale della sicurezza d’intervenire si sarebbe gettato sulla scogliera sottostante, prima di finire in mare.

Tra l’altro i testimoni riferiscono che avrebbe pronunciato frasi sconnesse («Sono Nembo Kid, sono Nembo Kid»), le quali – secondo il rapporto – dovrebbero avvalorare la tesi dell’overdose da sostanze stupefacenti. Caduto in mare avrebbe nuotato per un tempo compreso tra i 5 ed i dieci minuti, prima di essere tratto in salvo dal personale del corpo dei pompieri.

Questi avrebbero commesso il piú tragico errore, inviandolo presso l’ospedale psichiatrico del quartiere periferico di Messejana, anziché presso un ospedale comune. Il personale di soccorso sarebbe stato infatti tradito dallo stato di shock di Raponi, in particolare dalla fluente salivazione (il noto fenomeno conosciuto come «bava alla bocca», ndr), non notando il forte trauma cranico subito dal giovane per via del volo sulla scogliera.

I medici psichiatrici dell’Hospital de Messejana, constatata la contusione cerebrale, lo avrebbero quindi rispedito indietro presso l’Instituto Doutor José Frota (Ijf), l’ospedale pubblico piú grande del Ceará, ed uno dei piú grandi della regione Nordeste (mega-nosocomio, simbolo di tutti i mali della sanitá pubblica verdeoro, ndr).

I medici dell’Ijf non hanno potuto che vederlo morire a causa del trauma ricevuto, lasciando peró “ufficiosamente” intendere ai presenti che i novanta minuti di ritardo (il viaggio all’ospedale psichiatrico, ndr) sono stati fatali all’italiano. Situazione che potrebbe aprire le porte a cause legali, almeno secondo i soliti bene informati.

Ultimo particolare: il personale dell’Ijf non avrebbe soddisfatto la richiesta della famiglia di effettuare foto al cadavere, in questi giorni rimpatriato in Italia sotto la supervisione del vice-console Misici. (Nella foto uno scorcio di Fortaleza, la cittá in cui si é verificato il tragico evento, ndr).

(Francesco Giappichini).

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Commenti

  1. Commento di Roberto Zazzarini | 2008/01/08 alle 18:45:47

    Ciao Musibrasil, quando ho letto questo articolo sono rimasto a bocca aperta.Perchè posso “credere” che un ragazzo sia in uno stato confusionale da pronunciare parole del tipo “Nembo Kid”, posso “credere” che si faccia una nuotatina, ma non potrò mai credere che dei pompieri non si accorgano di un trauma cranico mortale dovuto all’ impatto con una scogliera.Non credo neanche che il primo posto dove trasportare una persona in quello stato sia un ospedale psichiatrico. Penso si sia capito che non credo molto a questa versione dei fatti e spero che qualcosa di nuovo uscirà fuori, anche se ormai è troppo tardi.


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