B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Il pipoqueiro

Esistono poesie che camminano, che pregano, ascoltano la radiolina a batterie la domenica. E forse anche tutte le sere, prima di addormentarsi.

Esistono poesie che lavorano, che spingono le carrozzine di pop corn sul lungo mare di Recife, inconsapevoli della bellezza che annunciano.

Esistono poesie che resistono alla corsa sfrenata della vita, alla folle dinamica del tutto subito e presto, alle complicazioni nevrotiche di anime disorientate, confuse e sole.

Esistono poesie di passi silenziosi, lenti, calmi e sereni.

Esistono poesie che non conoscono angosce, depressioni, ansie e le ambizioni smisurate. La superficialità.

Esistono poesie che si alimentano di semplicità e lentezza.

Esistono poesie che non hanno mai avuto bisogno di un computer, di internet, scanner o masterizzatori, email, google e windows.

Esistono poesie che si alimentano di se stesse e niente più.

Esistono poesie che esistono senza il superfluo necessario che continua a svuotare.

Esistono poesie che nemmeno sanno di esistere, ma che profumano l’aria e la vita. E anche i sogni, senza saperlo mai.

Esistono poesie che non potrebbero esistere senza se stesse, senza soltanto e unicamente se stesse. Perchè sono se stesse la poesia.

Esistono poesie che si nutrono dell’essenzialità e null’altro serve aggiungere.

Esistono poesie del passato che animano il presente. E lo colorano di arcobaleno e di domenica di festa.

Esistono poesie che resistono ad ogni sorta di violenza. Sono loro antitesi di questa. Sono loro la pace. E anche la bellezza. La fantasia. Le favole.

Esistono poesie che incorniciano le domeniche in quella sorta di ricordo lontano, magico e nostalgico di quel tempo che non ritorna più. E che ci hanno cullato prima che ci addormentassimo da bambini. E anche da adulti.

Esistono poesie che non dovrebbero mai cessare di esistere, nemmeno per un solo secondo. Perchè la vita, senza di loro, si perde cieca nell’insensato tragitto dell’esistenza.

Esistono poesie che abitano la mia città, che girano per la mia città, si fermano in un’angolo della mia città. Tutte le domeniche pomeriggio. Quando il sole si calma e si chiude nel suo calore più fresco. Quando il mare cerca il buio e il silenzio della sua solitudine. Quando la domenica cambia e si arresta stanca. E sospira… infine.

Arriva allora lui, o pipoqueiro. Il venditore di pop corn, caramelle e leccalecca. Come uscito dal paradiso dei nostri ricordi. La poesia, l’infanzia e la memoria. I bambini che corrono e chiedono, piangono, pregano le mamme. La piccola radio che trasmette le prediche evangeliche e Gesù, anche lui. L’abito della domenica. Profumato e stirato per l’occasione. La domenica è un’occasione. La serenità. L’ambizione che non si vede, anzi, non c’è. La semplicità. Le poche e piccole cose. Il necessario. L’essenziale. La Vita.

E la poesia.

(Ana Cláudia Pinheiro Teixeira) 

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Commenti

  1. Commento di Carla Bartiromo | 2007/11/21 alle 16:57:49

    meravigliosa poesia!
    sono tornata allamia infanza!
    mulé…sei unica!


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