B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Caso Raponi, ci dicano la veritá

                                                     

Il messaggio odierno, oltreché ai nostri lettori, é rivolto alle autoritá diplomatiche e consolari italiane che operano in Brasile. Pretendiamo, innanzitutto come cittadini, oltreché come giornalisti, che le suddette facciano le “necessarie” pressioni sulle autoritá brasiliane, affinché salti fuori la veritá sulla morte di Sergio Raponi.

Sia la cronaca del quotidiano Il Tempo, che riportiamo in basso, sia quella del foglio fortalezense Diário do Nordeste, leggibile a questo link, ci fanno credere che non si sia trattato di semplice malore causato da overdosde, oppure di suicidio. A naso ci pare che Raponi sia stato malmenato ben bene e fatto volare sugli scogli, o che comunque non avesse alternativa. 

É noto che in Brasile – e nella regione Nordeste soprattutto – inchieste di questo tipo, che coinvolgono gli stranieri, vengono rapidamente insabbiate per preservare la pax interna. Sempreché non vi sia una qualche pressione esterna. E da qui la nostra legittima pretesa affinché le nostre autoritá in loco seguano l’indagine.

Probabilmante l’ambasciatore Michele Valensise, il console d’Italia a Recife Massimiliano Lagi, ed il vice-console onorario di Fortaleza Roberto Misici saranno a conoscenza della cosiddetta «federalizzazione» delle inchieste giudiziarie; della frequente e tragica necessitá che queste vengano condotte dai piú competenti e meno corruttibili organi federali, anziché da quelli statali.

(O deputado Moésio Loiola defendeu hoje na Assembléia Legislativa a federalização das investigações sobre o assassinato de Ana Bruna, ndr). Potrebbe essere un’idea. Gli italiani, e i piú o meno recenti eventi di cronaca stanno lí a dimostrarlo, pretendono che sui fatti che convolgono drammaticamente giovani vite venga fatta piena luce.

Marcheremo quindi stretto la nostra rappresentanza in Brasile, sperando che, se non giustizia, si ottenga almeno la veritá. Vi lasciamo di seguito al pezzo di cronaca sulla vicenda, firmato da Maria Grazia Di Blasio e Romano Tripodi.

Francesco Giappichini, redattore del portale Musibrasil – Osservatorio Brasile.

P. s. : il seguente articolo, per conoscenza, é stato inviato alla redazione di La Provincia Quotidiano.

«Fortaleza e’ avvolta nel mistero la …

E’ avvolta nel mistero la morte di Sergio Raponi, 35 anni, di Sabaudia, trovato agonizzante sulla spiaggia di Fortaleza, meta turistica brasiliana. Raponi, figlio del titolare di uno dei forni storici di Sabaudia, secondo le prime notizie fornite dalla polizia brasiliana, è stato trovato sulla spiaggia della capitale del Cearà alle prime luci dell’alba di martedì scorso.

Inutili i soccorsi, l’uomo è morto all’«Institute Joseph Fleet» alle 16 dello stesso giorno. La polizia locale sta cercando di ricostruire le ultime ore di vita del pontino. Pare che Sergio avesse trascorso la serata in una delle più famose discoteche della città: il «Mucuripe club».

Proprio all’interno del mega-locale, ubicato sul mare, Raponi avrebbe iniziato a dare in escandescenze, rompendo alcuni oggetti e mandando in frantumi una porta in vetro. Ovviamente si tratta, per ora, di ipotesi ancora tutte da valutare e, soprattutto, da confermare.

Un atteggiamento che avrebbe richiamato la security della discoteca. Raponi avrebbe avuto una colluttazione con una delle body guard intervenute per bloccarlo, in seguito alla quale sarebbe caduto dalla terrazza della discoteca, delimitata da un ringhiera, finendo sugli scogli sottostanti.

Li lo avrebbe trovato la polizia, ormai agonizzante. Prima che la salma venga rimpatriata verrà effettuata l’autopsia. Solo ieri intorno alle 17 i genitori di Sergio, che vivono in un appartamento di via Carlo Alberto, sopra alla loro attività, sono stati avvertiti di quanto accaduto.

La coppia, dieci anni fa aveva perso in un incidente stradale un altro figlio. Straziante il dolore dei familiari di Sergio che non sanno darsi pace per quanto accaduto».

(Francesco Giappichini).

2 risposte a Caso Raponi, ci dicano la veritá »»


Commenti

  1. Commento di zeca | 2007/11/20 alle 17:57:36

    Fortaleza terra di sole abbagliante e di ombre raggelanti!Perche´una citta´cosi´affascinante non riesce a sottrarsi al suo destino di “eterna tentazione satanica”?Questa capitale brasiliana della “vacanza sex-immersion”e´veramente cosi´piena di insidie notturne?Non e´forse giunto il momento di mettere i puntini sulle i e definire piu´nitidamente i contorni di vicende dal chiaro rovescio della medaglia?Dall´origine del mondo ad oggi fior di scienzati sono riusciti a debellare virus d´acciaio, a portarci sulla luna e a metterci in comunicazione attraverso dei fili elettrici,chissa´per quale motivo nessuno tra questi illustri luminari e´riuscito a ripulire i quattro angoli del mondo dalla piaga del “mestiere piu´antico del mondo”.Sono sicuro che se anche dovessimo riuscire ad eliminare il fenomeno della prostituzione, risulterebbe tuttavia impossibile riuscire a ripulire dalla sporcizia, arrecata da un fin troppo provinciale giornalismo,il pur dignitoso nome della Capitale cearense.Fortaleza ormai e´diventata,grazie ai pennivendoli di casa nostra,che per miopia professionale vedono soltanto pornoturisti tricolori, e grazie a quelli brasiliani,per i quali la colpa di tutto e´sempre “do gringo”,una specie di mostro a quattro teste.La vicenda del povero Raponi si inquadra alla perfezione in un contesto omertoso per il quale l´italiano che passa le ferie a Fortaleza e´comunque un peccatore con minori diritti rispetto ai comuni mortali.Una serata nella discoteca Mucuripe,un regolamento di conti in perfetto stile nordeste, e un volo sugli scogli prima e sulla sabbia poi di un giovane italiano.Probabilmente una rissa,magari un complimento alla donna sbagliata e qualche bicchiere di troppo;di sicuro una punizione esagerata non corrispondente ad una offesa o alla “devastazione di un locale”(magari due specchi rotti ed un tavolino volato via…).Esiste una Italia di cui vergognarsi quando questa prepara le valigie e va in vacanza,c´e´comunque un Brasile che ci imita e ci supera per capacita´insabbiatrice delle autorita´,ipocrisia giornalistica e tendenza allo scaricabarile.Hanno abbandonato sulla spiaggia il corpo di un ragazzo,italiano o brasiliano sarebbe per me la stessa cosa,non lasciamo che metri si sabbia mafiosa lo sotterrino per sempre!!

    un abbraccio a tutti!!

  2. Commento di Stefano | 2007/11/21 alle 03:10:16

    In refirerimento a quanto accaduto devo dire che in realta la violenza immotivata di coloro che dovrebbero tutelare la tranquillita dei locali e spesso eccessiva.
    In Brasile il reato di omicidio non viene condannato come dovrebbe e questo da modo di non tener conto dell’importanza della vita umana.

    Stefano


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