Bra, migliaia di mugugni e qualche disperso

La compagnia aerea brasiliana low-cost Bra, i cui voli da e per l’Italia, così come quelli da e per tutte le destinazioni internazionali, erano stati sospesi lo scorso 20 ottobre, ha cessato le operazioni mercoledì mattina e dovrebbe provvedere al licenziamento dei circa millecento dipendenti. Sono settantamila i passeggeri già in possesso di biglietto per partenze fino a marzo 2008, che ora dovranno preoccuparsi di ottenerne il rimborso. Altri, già in viaggio, sono rimasti fuori sede per giorni, impossibilitati a far ritorno a casa. Come il gruppo di brasiliani bloccato a Milano, di cui faceva parte la lettrice di “O Globo” Gabriela Pereira, che ha contattato il quotidiano carioca.
La comitiva, in Italia per turismo, avrebbe dovuto ripartire alla volta del Brasile lunedì, ma è stata sorpresa dalla sospensione parziale di ottobre, avvenuta mentre già si trovava nel nostro paese. Bra garantiva i suoi operativi italiani con due aeromobili B767, fermati dall’Anac, autorità brasilana che presiede al controllo del volo, a causa della mancata effettuazione della manutenzione programmata. Evidentemente ciò nascondeva problemi più gravi, se si è arrivati alla drastica decisione entrata in vigore il 7 novembre.
Da notizie pubblicate in Brasile, si è saputo che la compagnia da qualche tempo non pagava i fornitori e aveva forti problemi di liquidità . Inoltre, il Procon, organo brasiliano di difesa del consumo, ha aperto un’inchiesta per presunte frodi perpetrate ai danni dei consumatori. Bra, infatti, nelle ultime settimane avrebbe venduto biglietti per voli che già sapeva di non potere effettuare.
Il gruppo di turisti brasiliani, fermo a Milano da sabato scorso, aveva inutilmente tentato di avere assistenza dalla stessa Bra. Nell’accorato appello inviato via mail a “O Globo”, la signora Pereira chiedeva aiuto e affermava che il rappresentante della compagnia in Italia aveva tentato di spingere i passeggeri ad acquistare biglietti di altre linee, non offrendosi tuttavia né di cercare posti disponibili, né ovviamente di coprire l’esborso. Anzi, sollecitandoli a pagare di tasca propria.
Il gruppo è stato ospitato in albergo, a spese della Bra, ma a causa dell’affollamento nel capoluogo lombardo si è visto più volte costretto a cambiare hotel. Alla fine è stata trovata una soluzione per permetterne il rientro in Brasile. L’intervento di Tam e Gol ha consentito di rimpatriare i “profughi”.
OceanAir ha rilevato ufficialmente alcune operazioni di Bra, a livello nazionale, per un periodo di 90 giorni. Anche Tam si sta accollando passeggeri Bra dei voli nazionali e internazionali in partenza dal Brasile, con biglietto già emesso, che una volta arrivati al check-in vengono accomodati secondo disponibilità . Vi è stata, in questo senso, una specifica richiesta rivolta alle compagnie da parte dell’Anac. Ovviamente si tratta di misure provvisorie e limitate nel tempo. Per chi fosse in possesso di un biglietto intercontinentale Bra, ad esempio, per Natale o Capodanno, l’unica alternativa è il rimborso.
Tam e Gol, perlomeno a livello nazionale, copriranno anche la riduzione dei posti disponibili provocata dall’uscita di Bra dal mercato. Il piano di programmazione strategica dei due principali vettori brasiliani prevede che essi, congiuntamente, da qui a fine anno rendano disponibili 3.212 nuovi posti. Tenendo conto della perdita di 1.228 causata da Bra e della prevista riduzione di 102 per quanto riguarda Varig, il saldo attivo sarà di 1.882 posti.
(A. Forni)

