B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Spiritisti milanesi in carta stampata

Si chiama “Vita continua” ed è una nuova rivista trimestrale edita dall’associazione culturale milanese “Sentieri dello Spirito” e a breve in distribuzuione presso soci e simpatizzanti. Il titolo è ripreso dal libro “E a vida continua” di Chico Xavier, il più grande medium brasiliano del ventesimo secolo, che lo scrisse attraverso la psicografia, ovvero la scrittura medianica o automatica.

Un titolo non scelto a caso, dato che l’associazione e la rivista, di cui qui sopra pubblichiamo la copertina del numero zero, si richiamano allo spiritismo e in particolare al pensiero di Allan Kardec, il  pedagogista francese che ne ha codificato la dottrina filosofica.

Diretta da Regina Zanella, la pubblicazione ha sede in Milano e conta sulla collaborazione di numerosi volontari, italiani e brasiliani. Tra gli articoli pubblicati sul numero di prova citiamo “Io, mio corpo, mio spirito”, riflessione di Octavio Caùmo Serrano sulle dipendenze fisiche e psicologiche; “L’aldilà esiste?”, tratto dalla rivista brasiliana “Espiritismo e Ciencia”; “Alleanza tra scienza e religione”, di Emilio Cristiani; “Lo stupro e l’aborto nella veduta spiritista”, del pediatra italobrasiliano Riccardo Di Bernardi.

Non mancano notizie e appuntamenti con particolare attenzione per quelli italiani e brasiliani nell’ottica di diffondere l’universo spiritista, da sempre circondato da pregiudizi e speculazioni anziché accettato nella sua essenza di dottrina filosofica fondata sulla credenza in Dio, sulla reincarnazione, sulla vita in altri mondi e sulla carità.

Proprio come il Cristianesimo. Anzi, lo Spiritismo si potrebbe definire come «rivisitazione» del Cristianesimo in chiave moderna. Con la differenza che non ha sacerdoti, altari, immagini, sacramenti, concessioni d`indulgenza o qualsiasi altra forma di culto esteriore.

Un «Cristianesimo redivivo» lo definisce Regina Zanella, quello del tempo del Cristo dove la reincarnazione non costituiva un tabù, la comunicazione con i trapassati era un fatto e non un allusione, la predicazione era fatta in ogni luogo in modo semplice senza la necessità di templi e sfarzi, la fraternità non era una parola ma un modo di vivere e concepire la vita, e che fuori dalla carità non vi era salvezza.

E chissà che non sia anche l’accanimento della Chiesa nel volersi occupare di cose terrene a suscitare curiosità e interesse verso questa dottrina che, almeno nelle città più grandi come Milano e Roma, conta un numero crescente di adepti.  (redazione)

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