Il Tropicalismo rivive in rete

Il principale organo di diffusione del Tropicalismo si è rifatto il trucco. Il sito www.tropicalia.com.br, attivo dal 2000 e punto di riferimento per vecchi seguaci e nuovi cultori del rivoluzionario movimento artistico nato in Brasile negli anni 60, si è completamente rinnovato. Tre giorni fa, a cura dell’ideatrice Ana de Oliveira, sono stati messi in rete moltissimi nuovi contenuti, tra cui interviste, fotografie, articoli, testimonianze, reportage, materiali audiovisivi e interattivi. Tutti ospitati all’interno di un portale dalla grafica e dal lay out aggiornati.
Con il patrocinio di Petrobras e con l’appoggio di Itaú cultural, la produttrice e musicologa ha potuto riattivare il sito, che era stato momentaneamente oscurato e condurre ulteriori e approfondite ricerche, mettendo a disposizione degli internauti chicche e rarità. Oltre a canzoni e video di spettacoli che hanno fatto la storia della musica brasiliana, nel portale sono ora presenti preziosi contributi che documentano episodi fondamentali della Tropicália.
Ad esempio immagini risalenti al periodo a cavallo tra gli anni 60 e 70, che ritraggono il gruppo Os Mutantes. Oppure un Gilberto Gil d’annata, colto in alcuni momenti del suo esilio inglese. O la versione integrale del discorso che Caetano Veloso, subissato ma non zittito dai fischi, tenne al Festival internacional da canção del 1968. E ancora Caetano e Gil che cantano, rispettivamente, “Alegria, alegria” e “Domingo no parque” nel corso del festival di Rede Record del 1967.
Al progetto, che può essere considerato un’esauriente e completa enciclopedia online sul movimento tropicalista e che contiene circa seicento pagine disponibili per la libera consultazione, hanno dato il loro decisivo contributo, nel corso degli anni, Arnaldo Antunes e gli artisti plastici Cláudia Oliva, Ray Vianna, Ciro Cozzolino, Tadeu Banzato e Sylvain Barré.
Grazie anche al revival in grande stile iniziato lo scorso anno con le celebrazioni al Barbican centre di Londra, il Tropicalismo continua a suscitare enorme interesse, a oltre trent’anni dall’esaurirsi delle sue manifestazioni pubbliche originarie. E ad altrettanti dall’inizio della sua leggenda.
(A. Forni)

