B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Nel paese del futebol va di moda l’Italia

Milan e Juventus, con Roma e Inter a ruota, sono le squadre italiane più popolari in Brasile e tra i club calcistici europei che fatturano di più con la vendita di abbigliamento e gadget. La “Warner Bros. consumer products Brasil” sta per lanciare in terra verdeoro nuove linee di prodotti con il logo dei rossoneri di Milano e dei bianconeri di Torino. «Vestire una maglietta dei più famosi club italiani - spiega Marcos Bandeira, direttore della Wbcpb - equivale a indossare un capo considerato fashion ed è diventato oggetto del desiderio dei giovani brasiliani».

La filiale della multinazionale americana, oltre alle divise ufficiali, a partire da novembre distribuirà praticamente di tutto. Dai vestitini per neonati ai giocattoli, dai quaderni agli zaini, fino alle lenzuola e alle salviette da bagno. Tutto rigorosamente targato Milan e Juventus. Secondo Warner, lo sport movimenta nel mondo, ogni anno, 85 miliardi di dollari tra pubblicità, diritti televisivi e merchandising. Solo quest’ultimo segmento ne muove 26.

Nel settore, il Brasile è uno dei cinque mercati più importanti del pianeta ed è diventato terra di conquista per i prodotti con il marchio di squadre di calcio europee. Anche grazie alla presenza nel Vecchio continente di decine di giocatori brasiliani, in particolare di tutti i maggiori craque, i fuoriclasse più famosi. La casacca più ambita è ovviamente quella rossonera di Kaká, probabile prossimo Pallone d’oro, seguita da quella blaugrana di Ronaldinho del Barcellona.

Una della cause della grande ascesa commerciale di questi prodotti, oltre alla loro appetibilità intrinseca, deriva dal fatto che in Brasile vestire maglie di squadre nazionali, passeggiando per strada, è diventato pericoloso. Capitare in territorio “nemico” o semplicemente incrociare sostenitori avversari può dar luogo ad aggressioni gratuite. Per evitare rischi, meglio usare le neutrali ed esotiche maglie delle squadre straniere, che non provocano ostilità.

È anche per questo motivo che i club brasiliani riescono a sfruttare molto meno la propria immagine rispetto ai loro contraltari europei. Solo per fare un esempio, il São Paulo futebol clube, la compagine attualmente più vincente in Brasile e in assoluto la meglio organizzata, lo scorso anno ha fatturato in merchandising la miseria di 220mila euro. Il Real Madrid, primo nel mondo, circa 150 milioni. La differenza è spaventosa, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di potere economico.

Nell’ennesima iniziativa di colonizzazione sportivo-culturale intrapresa da Warner vi sarà almeno un aspetto positivo. Tutti i prodotti licenziati con il marchio di Milan e Juventus saranno fabbricati in Brasile, da imprese come Foroni, Xeryus, Gvd, Drastosa, Zêlo, Paola da Vinci e Plastbrinq, alimentando quindi il circolo virtuoso dell’economia nazionale.

(A. Forni)

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