B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

L’hard italiano vola in Brasile

                                     

Le produzioni hard italiane hanno trovato in Brasile il loro terreno fertile, e sono sempre piú i produttori italiani di film pornografici che fanno rotta verso il Paese verdeoro. Musibrasil ne ha parlato col produttore, attore e regista hard Stefano Pieri, piú conosciuto col nome d’arte di Alex Prosi.

Titolare della Alex Prosi Production, per ora non é un mito; non ha ancora raggiunto la fama che fu dell’indimenticabile John Holmes, della compianta Moana Pozzi, dell’ex deputata Anna Ilona Staller in arte Cicciolina, di Rocco Siffredi, o del mitico editore di Hustler Larry Flynt.

Ma tra gli addetti ai lavori, in particolare nel settore che predilige, quello amatoriale, é notissimo. Se non altro per lo scandalo delle coppie scambiste di Pordenone, che gli offerto gli onori della cronaca. La casa di produzione hard Cento X Cento di Firenze lo ha inviato a Recife per risollevare le sorti della sua filiale brasiliana, che non navigava in buone acque.

Tuttavia Pieri nella terrinha, oltre a rilanciare la sede pernambucana, vuol produrre anche autonomamente. A seguire la mini-intervista, che speriamo sia di vostro gradimento.

Pieri, perché l’hard italiano é sempre piú interessato ad operare in Brasile? Solo per i costi inferiori, o c’é dell’altro?

«In Italia abbiamo bisogno di molto materiale, destinato alla grande distribuzione, ed a prezzi contenuti. Si sceglie il Brasile perché le ragazze brasiliane sono in genere simili alle europee, e i nostri clienti preferiscono un prodotto che non sia troppo esotico. In piú nell’immaginario italiano le ragazze brasiliane sono ormai divenute simboli dell’erotismo».

Non crede che si tratti di un lavoro molto pericoloso, e che le autoritá possano colpirla, se non altro per mostrare di combattere con efficacia i noti fenomeni di prostituzione, pedofilia e tratta delle donne?

«Mi tutelo con le fotocopie dei documenti delle ragazze, cui faccio anche firmare le cosiddette liberatorie, ossia le autorizzazioni alla pubblicazione delle immagini. Con tutto ció ci sentiamo al sicuro. Stiamo anche attenti a che attori ed attrici sul set non facciano uso di sostanze stupefacenti».

Crede che si riesca a guadagnare molto con questo lavoro? Magari lo consiglierebbe ad altri suoi connazionali che intendono far soldi in Brasile?

«É un settore in cui c’é veramente molto lavoro, quindi le entrate non rappresentano un problema. Ma per chi voglia iniziare questa attivitá é estremamente difficile; se non si ha alle spalle una gavetta di molti anni le case di distribuzione non danno credibilitá e non acquistano il prodotto.

Sono in questo settore dal 1989, ed ho esordito come ispettore di produzione hard: controllavo non solo i bilanci, ma verificavo anche che sul set tutto filasse liscio. In questo modo ho conosciuto gli attuali acquirenti delle mie produzioni».

(Francesco Giappichini).

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