I Sem Terra puntano sui giovani

L’educazione popolare in Brasile e il pensiero di Paulo Freire avrebbero potuto essere di stimolo a quella che sulla carta si prospettava una interessante riflessione sul tema della formazione in Italia, se un banale contrattempo non avesse ritardato l’arrivo di Edivaldo Santos, esponente del Movimento sem terra che dal 17 al 23 ottobre è ospite della organizzazione “Mani tese” e ieri presente a “La casa sul pozzo” di Lecco.
Un’occasione mancata, si diceva, ma anche un’opportunità per aggiornare i numerosi osservatori che in Italia seguono l’evoluzione dei Sem terra, movimento che da oltre venti anni lotta per dare al Brasile una riforma agraria degna di questo nome. E che nello stato di ParaÃba, una delle aree più povere del paese e da dove proviene lo stesso Santos, conta ottanta insediamenti, una cinquantina di occupazioni in corso e molto attivo è nella formazione dei giovani anche grazie a progetti realizzati in collaborazione con le università .
Negli ultimi mesi il Mst è stato particolarmente impegnato contro il progetto di deviazione del Rio S. Francisco (di cui “Brasiliando” si è occupato recentemente: http://blog.musibrasil.net/2007/10/11/deviazione-del-fiume-sao-francisco-e-polemica/), fiume di ampia portata cui il governo brasiliano vorrebbe mutare il corso rischiando di creare forti emergenze sociali e ambientali.
Durante il suo intervento pomeridiano Santos ha brevemente illustrato la filosofia del Movimento, che si ispira all’insegnamento di Freire, uno dei più grandi pedagoghi del nostro tempo di cui “Musibrasil” tornerà a breve a occuparsi. «L’informazione va sempre contesualizzata e proporzionata al proprio interlocutore», lo ha citato Santos, che ha aggiunto: «Per andare incontro ai cinque milioni di famiglie brasiliane escluse dalla terra è necessario studiare la vera storia brasiliana, la filosofia, le tecniche agricole. Una delle conquiste del movimento è stato l’avvio di partnership con le università , in verità sorte più per iniziativa di singoli docenti che per l’interesse, sempre troppo tiepido, del governo Lula».
I corsi sono attivi non soltanto nelle aule universitarie, ma negli stessi assentamentos (insediamenti) contadini. E gli «educandi», così come Freire definiva i propri allievi, devono poter contare sulla trasmissione di insegnamenti «pratici, teorici e ancora pratici» secondo la teoria del pedagogo diventato punto di riferimento culturale dei Sem terra. Al termine del percosrso formativo è possibile specializzarsi in una delle discipline tra quelle necessarie alla comunità .
Al termine del seminario, rispondendo alle domande del pubblico, Santos ha negato operazioni speculative da parte di famiglie contadine che, una volta viste assegnarsi i terreni li rivenderebbe, come più volte è stato riportato dalla stampa brasiliana. «In Brasile le proprietà dei grandi giornali sono concentrate nelle mani di sei potenti gruppi editoriali che sostengono gli interessi dei grandi proprietari terrieri e dell’élite - ha precisato l’esponente del Mst -: non c’è dunque da stupirsi che circolino queste notizie infamanti. E false, dato che la terra è sempre concessa in usufrutto e mai in proprietà . I contadini non possono rivenderla, e quando una famiglia la abbandona, è assegnata a un altro nucleo familiare scelto dalla comunità ».
L’incontro è proseguito in serata dopo un buffet italo-brasiliano offerto dal nucleo di Bulciago di “Mani tese” che ha organizzato l’evento. Lunedi 22 si replica a Torino. (redazione)

