Italia-Brasile, nel 2006 si è volato meno

Potrebbero riempire, se non il Maracanã di Rio, l’Olimpico di Roma. Lo scorso anno, sono stati 80,4mila i passeggeri in meno sulla rotta Italia-Brasile, in entrambi i sensi. Pari a una caduta verticale del traffico aereo senza scalo tra i due paesi del 23,1 per cento rispetto all’anno precendente.
È il peggior risultato per una rotta tra il Brasile (nella foto, un decollo dall’aeroporto Santos Dumont di Rio) e un paese europeo. Non ostante questo, l’Italia si è mantenuta al quinto posto tra i paesi del Vecchio continente quanto a numero di passeggeri da e per il Brasile, con 268mila. Ovviamente i dati si riferiscono al traffico in uscita e in entrata e non alla nazionalità dei passeggeri.
Le cifre sono tratte dall’Annuario del trasporto aereo divulgato pochi giorni fa dall’Autorità aeronautica brasiliana (Anac). Per quanto riguarda l’Italia, riflettono e scontano, in primo luogo, la cessazione delle attività di Varig nel nostro paese, avvenuta nel giugno 2006 e la mancanza di un’alternativa immediata. La conseguenza è stata il riposizionamento del traffico su altri vettori e, in parte, la sua redistribuzione su operativi in partenza da altre nazioni.
Ad avvantaggiarsene, soprattutto nel secondo semestre dello scorso anno, è stato principalmente il Portogallo, origine e destinazione del 25,7 per cento del traffico Europa-Brasile, con quasi 950mila passeggeri (+2,4 per cento rispetto al 2005). Seconda la Francia, con 800mila passeggeri, terza la Spagna con 591mila e quarta la Germania con 521mila.
Ferma restando la precisazione di cui sopra sulla nazionalità dei viaggiatori oggetto dell’indagine, è tuttavia innegabile che l’uscita di scena di Varig abbia penalizzato i turisti italiani. I quali, per recarsi in Brasile, più di altri sono stati costretti a partire da paesi diversi dal proprio. Interessante sarà analizzare i dati alla fine del 2007, anno caratterizzato, tra le altre cose, dall’inaugurazione del nuovo operativo Tam tra São Paulo e Milano, oltre che dalla recente attivazione del volo Varig Roma-Parigi-São Paulo.
Anche il dato complessivo 2006 dell’intero continente europeo è negativo. L’Europa rimane il più importante “blocco” quanto a passeggeri da e per il Brasile, con 3,68 milioni, ma perde oltre un punto percentuale sul totale, da 37,1 a 35,9. Seguono America del sud (3,4 milioni di passeggeri, 33,5 per cento del totale) e America del nord (2,54 milioni, 24,8 per cento).
Tra le singole nazioni, vincono gli Usa a mani basse: 2,4 milioni di passeggeri, 23,4 per cento del totale 2006. Seconda l’Argentina (1,7 milioni e 17,3 per cento).
(A. Forni)

