B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Trans brasiliane e Polizia, é scontro

                                           

La notizia che riportiamo sotto - e pubblicata dall’Agenzia giornalistica Italia - non é freschissima, risale infatti a circa una decina di giorni fa. L’abbiamo scelta, tra le tante, solo perché piú comica, ma sono numerosissimi i lanci d’agenzia che danno conto della goffa e grottesca battaglia che ogni notte in Italia si consuma tra transessuali brasiliani che si prostituiscono e forze dell’ordine.

Poliziotti all’inseguimento che si arrampicano su parapetti, trans che si nascondono nei bagni (maschili o femminili non importa) delle stazioni ferroviarie in occasione dei blitz, o che corrono per i campi inseguite dagli agenti, o che magari si spogliano per far scandalo e sperare cosí di sfuggire agli inseguitori.

Sul fenomeno dei cosiddetti «viado» brasiliani abbiamo in certa misura giá scritto in un reportage «sul campo», ormai datato ma comunque redatto in tempi, come si dice adesso, non sospetti. Prima che il fenomeno, anche in seguito alle vicende di Lapo Elkann e Silvio Sircana, fosse sviscerato dai rotocalchi italiani.

E prima che venisse girato nella “solita” Versilia - da Francesca Benvenuti e Ilaria Luperini - il documentario “Cachaça, la Versilia delle trans immigrate” . In questa sede ci chiediamo e chiediamo ai lettori: ma le forze dell’ordine non hanno compiti piú importanti da svolgere, tenendo conto che l’unica irregolaritá contestabile ai trans é, a volte, la clandestitá, che in quanto tale (e per fortuna) non é reato?

Soprattutto alla luce del fatto che questo genere di prostituzione é in genere libero, e per di piú, per dirla con Roberto Coatti, in arte Eva Robins, rappresenta un passaggio necessario verso la transessualitá. Comunque a me questa caccia che quotidianamente avviene in Italia nei confronti di cittadine brasiliane non va giú.

Neanche un po’. E, sempre secondo il sottoscritto, non fa neppure onore alle forze dell’ordine. In ogni caso sul tema torneremo con ulteriori approfondimenti, promesso. Piú sotto la cronaca d’una notte bresciana d’inizio autunno. (Nella foto sopra una giovanissima trans brasiliana che ama farsi chiamare Roberta Prado, ndr).

«Milano. Immigrazione: controlli a Brescia, 3 arresti

Circa 40 persone identificate di cui 13 accompagnate in Questura per accertamenti e tre arresti: questi i risultati del servizio straordinario di controllo del territorio contro il fenomeno della prostituzione e immigrazione clandestina disposto dal Questore Gaetano Chiusolo nella serata di ieri a Brescia.

Personale della Questura, insieme a quattro equipaggi del Reparto prevenzione crimine Lombardia di Milano, e’ intervenuto in Via Fiume 10 in citta’, presso un edificio dove gia’ in passato era stato notato un via vai sospetto di stranieri. Gia’ a marzo di quest’anno, infatti, le Volanti avevano arrestato due marocchini per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e fermato un ucraino nel cui appartamento erano state trovate moto provento di furto.

Sospettando la presenza di clandestini, gli agenti hanno controllato tutti viados brasiliani che uscivano dai diversi appartamenti, ma anche rumene e ucraini presenti sulle scale e sul terrazzo comune. Qui un brasiliano per nascondersi ha scavalcato il parapetto esterno, costringendo la Polizia a recuperarlo a piu’ di otto metri di altezza.

Il servizio e’ proseguito pure in altre zone della citta’, ovvero in Via Milano e in Viale Sant’Eufemia. Tutti gli stranieri clandestini sono stati condotti in Questura».

(Francesco Giappichini).

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Commenti

  1. HCL
    Commento di HCL | 2007/10/16 alle 16:29:05

    “”Goffa e grottesca battaglia che ogni notte in Italia si consuma tra transessuali brasiliani che si prostituiscono e forze dell’ordine”"

    Non la chiamerei tale, in primo luogo perchè le Forze dell’Ordine non agiscono di propria iniziativa. Sono anni che le stesse agiscono solo su input di livelli ben superiori. Giá il fatto che siano intervenuti 4 equipaggi del Reparto prevenzione crimine Lombardia di Milano vuol dire che l’operazione é stata “organizzata” dal Ministero dell’Interno, notoriamente condotto da persone che non fanno parte delle Forze dell’Ordine.

    Il Reparto prevenzione crimine Lombardia di Milano si muove, e agisce, solo su disposizione “ordine” ministeriale scritto.

    Ma premesso questo né i poliziotti né i carabinieri sono goffi, sono semplicemente operatori che fanno il loro lavoro “dovere”. Non per niente l’unitá d’Italia, di cui mi onoro di far parte, fu conquistata per merito di un’uomo che rispose lapidariamente “Obbedisco”. E questo fá per “contratto” l’operatore delle Forze dell’Ordine OBBEDISCE.

    Chiaritomi credo sufficientemente sulla presunta goffaggine, trovo opportuno precisare che il “giornalista” dell’AGI, ha sottolineato la presenza di travestiti brasiliani, dando una connotazione estremamente razzista all’articolo, che proprio per questo motivo non doveva neppure essere preso in considerazione.

    Via Fiume, a Brescia, é un noto ritrovo di clandestini, generalmente nordafricani, con la sporadica presenza di altri elementi, tra cui potranno pure esserci brasiliani, ma spesso peruviani e cileni vengono etichettati come brasiliani.

    Credo che questa puntualizzazione sulla provenienza di pochi travestiti brasiliani, forse 4 o 5, sulle 40/50 persone, tra illegali e non, presenti sul posto, indica una forte connotazione razzista del giornalista, come giá ho precisato.

    Un giornalista, vista la risonanza dei suoi articoli, dovrebbe essere imparziale ed al di sopra delle parti, come un Giudice.

    Ma poi, la mia breve esperienza (30 anni) nella Polizia di Stato, e guarda caso, proprio a Milano, mi ha insegnato che questo puntualizzare la provenienza geografica, spesso indica qualcosa di diverso.

    Chiarito il mio pensiero anche sul “giornalista”, vediamo il problema prostituzione, senza andare a verificare nazionalita o provenienza. É normale passeggiando di notte, per le strade, a volte anche centrali, di grandi cittá, di vedere individui, di sesso maschile ma con senbianze femminili, mostrare gli organi genitali, senza preoccuparsi se sulle auto che incrociano ci sono bambini o persone che hanno ribrezzo di queste luride esposizioni.

    Inoltre, é notorio, che nel mondo della prostituizione lo spaccio al minuto di sostanze stupefacenti é cosa normale. Inoltre é l’humus per la piccola delinquenza, ovviamente non piccola perché meno pericola, ma solo perchè non organizzata.

    A proposito, il “giornalista” si é dimenticato di informare il lettore sulla nazionalita dei fermati e degli arrestati. Ma sono certo che tra questi non vi erano brasiliani, in caso contrario lo avrebbe citato, suppongo con estrmo piacere.

    Il mio intervento potrá sembrare polemico, ma in realtá non lo é.
    Solmente io non accetto che un “giornalista”, teoricamente imparziale, punta la sua attenzione solo su di una razza o una nazionalitá o una religione. Questo non fá onore alla sua professione ne a lui stesso. É un bene per questo tipo di “giornalismo” che l’Agenzia Giornalistica Italiana non ponga il nome dell’estensore dell’articolo.


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