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Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Brasile in ansia, esce il film del secolo

                                                      

Il titolo di cui sopra potrebbe apparire eccessivo, «un effetto speciale», ma almeno nel ventesimo secolo mai un film brasiliano, ad oltre due settimane dall’uscita, aveva fatto parlare e creato attese quanto “Tropa de Elite”. Ed il fatto che un compassato quotidiano, si badi bene, economico ed italiano, lo abbia recensito tanto diligentemente dovrebbe giá far capire il fenomeno che abbiamo di fronte.

Per l’approfondimento dei vari aspetti che codesta vicenda cinematografica offre vi rimandiamo quindi all’ottimo articolo di Alberto Riva, pubblicato sul Il Sole 24 Ore, e che riportiamo in basso. Posso anticipare che a parte l’esordio al Festival del cinema di Rio, la pellicola uscirá ufficialmente nelle sale brasiliane solo il 12 ottobre.

Peró grazie al ben noto fenomeno della pirateria gli spettatori avrebbero giá superato abbondantemente il milione (e si dice che anche il ministro della Cultura Gilberto Gil ne possegga una copia clandestina, ndr). Ambientato 10 anni orsono, tratta delle operazioni del reparto speciale della Polizia militare di Rio de Janeiro, il famigerato Bope (nella foto l’”esplicito” stemma).

Realisticamente mostra l’operato violento ed efferato di codesta squadra, tanto che i suoi ufficiali hanno tentato, pur senza esito, di bloccarne giudizialmente l’uscita. Il battaglione viene tuttavia dipinto come una corporazione incorruttibile, e non senza ragione: il lavoro sporco viene ovviamente lasciato alla Polizia militare ordinaria, quella che veste di blu.

Sí, perché il Bope indossa solo il nero. 

«Ai superpoliziotti l’Oscar delle favelas

Aveva tutte le carte in regola per diventare un caso. E lo è diventato. “Tropa de Elite” (Squadra di Elite) è il film più falsificato della storia brasiliana. E forse mondiale. Se ne discute per strada, nei salotti, nei bar, ma soprattutto nelle periferie. Un particolare: il film non è ancora uscito nelle sale.

Oggi però apre il Festival Internazionale del Cinema di Rio de Janeiro, e i biglietti sono andati esauriti in meno di un’ora. In realtà moltissima gente l’ha già visto: milioni, secondo alcuni, a giudicare dalla quantità di dvd falsi sequestrati sui marciapiedi da un mese a questa parte.

Il motivo della febbre pirata? Semplice: “Tropa de Elite” è il primo film brasiliano di grande budget (10 milioni di reais - 3,8 milioni di euro - co-prodotto dagli americani Weinstein) a mettere al centro della storia la polizia militare, il Bope, il temuto Battaglione delle operazioni speciali, divisa nera e teschio come stemma.

La polizia carioca addestrata come l’esercito di Israele, quella che entra nella favela andando alla guerra, per uccidere il nemico. Non solo: il film è un ritratto implacabile della corruzione che impregna la polizia militare ordinaria. E l’uscita, programmata per il 12 ottobre, coincide con l’operazione anti-corruzione che questa settimana ha portato in carcere 56 poliziotti militari.

Ma ci sono altri motivi ad aver reso il film una leggenda ancora prima di vedere la luce. Tra gli sceneggiatori c’è Rodrigo Pimentel, ex-integrante del corpo di polizia che due anni fa, insieme a un collega e al sociologo Luiz Eduardo Soares, ha pubblicato un best-seller che raccontava i crudi retroscena della corporazione.

Il film però non è tratto dal libro, bensì una variazione sul tema. Mesi fa il Bope e settori della polizia militare hanno tentato di bloccare l’uscita perché, secondo la denuncia, «attacca la corporazione, viola l’onore, la dignità e persino l’integrità fisica dei poliziotti».

All’inizio di settembre un giudice civile di Rio ha negato però la richiesta. Il regista, poi, ha raccontato che durante le riprese sono stati diversi i tentativi di boicottaggio: la polizia negava la concessione di permessi per le location. Un pomeriggio, inoltre, in una favela, un pulmino della troupe è stato sequestrato per alcune ore da una banda di trafficanti.

Tuttavia il protagonista, ufficiale del Bope interpretato da Wagner Moura, racconta la sua vicenda come una lotta del bene contro il male e la corporazione, nonostante i metodi violentissimi mostrati sullo schermo, ne esce come un’oasi senza corruzione. La tesi del regista Josè Padilha è: «Non si sono né buoni né cattivi, il problema è tutto il sistema e l’ipocrisia della gente».

Quello che forse nemmeno lui si aspettava era però dover combattere contro il fiume in piena della pirateria, che un portavoce del Consiglio nazionale di lotta ai delitti contro la proprietà intellettuale ha definito «un fenomeno inedito che preoccupa il Governo».

Secondo stime recenti, in Brasile ogni 10 dvd venduti 6 sono pirata. L’epidemia legata a Tropa de Elite è tale che gli ambulanti stanno vendendo non solo il film (che nelle sale guadagna però cinque nuovi minuti e alcune modifiche) ma anche i supposti episodi due e tre della saga, che in realtà non esistono: si tratta di un vecchio documentario sul narcotraffico e scene di violenza tratte dalla televisione.

Il prezzo di mercato è 10 reais, ma con l’avvicinarsi dell’uscita è sceso a 5. Nel 2005, sulle strade del Paese la polizia ha sequestrato 2 milioni di esemplari tra cd, dvd e cd-rom, cifra raddoppiata l’anno successivo. Secondo il deputato Arnaldo Jardim, del Fronte parlamentare contro la pirateria della Camera, l’industria del falso sottrae due milioni di posti di lavoro formali e causa un danno di oltre 60 milioni di reais all’anno.

I dati degli ultimi anni sono però positivi: dal 2003 vi sarebbe un calo del 12% negli indici del commercio illegale. Oltre a musica, film e software, il mercato pirata mondiale è fatto di medicinali, pezzi di ricambio di automobili e sigarette. Per l’Interpol si tratta del commercio illegale più proficuo del pianeta con un giro d’affari annuale calcolato in 520 miliardi di dollari.

In Brasile, nel 2006, sono stati sequestrati 870 milioni di reais di prodotti falsi. Il Paraguay è primo in classifica nel ranking mondiale: si calcola che il 90% dei cd vergini sud-americani passi dalla triplice frontiera con Argentina e Brasile. Nella classifica, stilata dall’Associazione internazionale dell’industria discografica, sono i grandi emergenti a spiccare sugli altri: Cina seconda, Messico sesto, India è l’ottavo e Brasile al nono posto».

(Francesco Giappichini).

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Commenti

  1. HCL
    Commento di HCL | 2007/09/28 alle 00:40:45

    Dopo aver postato il precedente commento, ho appreso che Tropa de elite, de José Padilha era in concorso con altri due film per rappresentare il cinema brasiliano per l’Oscar nella categoria miglior film straniero, unitamente a O ano em que meus pais saíram de férias, diretto da Cao Hamburger ed al film O céu de Suely, di Karim Aïnouz.

    Il “fortunato” vincitore é risultato essere O ano em que meus pais saíram de férias.

    Non ho visto questo film e non posso giudicarlo, ma ritengo dal titolo che si tratti di una commedia. Credo che sia stata la scelta migliore.


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