B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Le cicale di Brasília

Ascolto in silenzio il silenzio delle cicale, che quest’anno non animano le nostre giornate settembrine. La terra, rossa di natura, è bruciata dal sole impietoso, dal vento secco che rende paglia l’erba dei prati e arde nei nostri polmoni, togliendoci il respiro. Ci vuole coraggio a vivere a Brasilia soprattutto in agosto, scrive uma giornalista brasiliana.  Ci vuole ancor più coraggio, dico io, a non fuggire a settembre, assolato e impietoso con le piante, gli animali e gli uomini.  Ci vuole tanto coraggio che neanche le cicale gridano più come sempre fanno in queste lunghe giornate in cui tutti aspettiamo la pioggia.

La pioggia… Non abbiamo avuto una sola pioggia ancora, neanche quelle poche gocce d’agosto che vengono chiamate, chissá perchè, pioggia di cajú. Che non rinfrescano ma ci rallegrano. Che non ci idratano ma ci fanno ricordare l’odore della terra bagnata. A Brasília le cicale non cantano: gridano. Non sono isolate: sono uma moltitudine che reclama a gran voce quella pioggia che tanto si fa aspettare quest’anno. Le cicale di Brasilia fanno impressione: per la loro grandezza, il loro suono, il loro aspetto.


Ma come ho imparato ad amare la pioggia, che si manifesta con tutta la sua potenza e accompagnata spesso da un vento che sibila, ho imparato ad amare le cicale. Brutte? Soltanto prive di grazia. Rumorose? Se si sa ascoltare, quello che sembra um frastuono, si trasforma in musica che ha la sua armonia, le sue tonalità, il suo canto e controcanto.

Le cicale sono la speranza. La speranza della rinascita della vita. Da scheletri contorti gli alberi si trasformeranno in arbusti frondosi e fioriti; i prati vestiranno il loro abito verde, quello delle grandi occasioni; gli uccelli canteranno e voleranno felici e saziati; gli uomini respireranno profondamente per riempire i polmoni prosciugati e il naso smetterà di sanguinare E tireranno un sospiro di sollievo: anche per quest’anno ce l’avranno fatta.

Allegri e pieni di vita torneranno alle loro attività fino a che… cominceranno a lamentarsi della pioggia che non smette mai, del cielo sempre grigio che rende grigie le loro giornate: Quando tornano il cielo azzurro e il sole caldo?

E il ciclo della vita continua, così come la ciclica insoddisfazione dell’uomo.  Chiudo gli occhi e mi abbandono al piacere di essere viva.

(Francesca Felici)

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Commenti

  1. HCL
    Commento di HCL | 2007/09/24 alle 22:52:11

    Nel Cearà viene chiamata chuvas de maturi (pioggia del maturi) o chuva do caju quella poca pioggia che cade nel periodo di fioritura del caju tra agosto e settembre, e poiche questo è il periodo di secca, se eventualmente dovesse piovere, cadono bem poche goccie per estensione ci si riferisce alla chuvas de maturi o di caju quando la pioggia è estremamente scarsa.

    Francesco, questo é un periodo del prossimo pezzo che ti manderó


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