Il Brasile poliziesco del Dottor Sottile
Il governatore dello Stato di Rio de Janeiro, come hanno riportato le agenzie di stampa italiane (in basso riportiamo il lancio dell’Apcom), pochi giorni fa ha incontrato il ministro dell’Interno Giuliano Amato, (nella foto in alto, ndr). E il risultato del faccia a faccia, almeno a leggere i dispacci che ne sono venuti fuori, mi pare quantomeno discutibile.
Ma andiamo con ordine. É sicuramente vero che i governatori brasiliani hanno competenze in tema di ordine pubblico che i loro (quasi) omologhi italiani non hanno, e tuttavia, mancando specifiche problematiche da affrontare e risolvere, il suddetto incontro mi é parso un po’ forzato (rectius: ridondante e sopra le righe).
É infatti notorio che il dialogo istituzionale tra Italia e Brasile, supportato dalle rappresentanze diplomatiche in loco, avviene a livello di governi centrali. Ed il costituzionalista ex delfino di Bettino Craxi lo sa benissimo. In secondo luogo questi auspica, tra le polizie dei due Paesi, «una più stretta cooperazione in sede investigativa contro i fenomeni criminali di interesse comune e per uno scambio di informazioni, di metodologie operative, di tecnologie e di pratiche di addestramento».
Invero non si capisce bene a quale polizia brasiliana il Dottor Sottile nazionale si riferisca, se quelle statali o quella federale. Perché fossero le prime lo informiamo che sono nello sbando piú assoluto, e non fossero armati di tutto punto come Rambo vorremmo quasi sorvolare per «non sparare sull’ambulanza».
Solo questi giorni, tanto per dirne una, un intero battaglione della Polizia militare di Rio é stato di fatto smantellato, con l’arresto di quasi sessanta effettivi per connivenza con le bande di narcotrafficanti locali; ed ovviamente é solo la cima dell’iceberg. Altro che collaborazione con la Polizia italiana. E c’é ovviamente dell’altro, caro il nostro Topo Gigio.
Questi, come capo dell’Amministrazione del Viminale, dovrebbe preoccuparsi soprattutto del frequentissimo fenomeno dei turisti brasiliani respinti senza motivo alle frontiere aeroportuali italiane, pur avendo diritto di entrare in Italia. Sperando che i nostri lettori ci scusino per l’autoreferenzialitá vi indichiamo il link di un articolo molto esplicito sull’argomento, scritto per il portale Musibrasil dal nostro Antonio Forni.
Ci descrive i frequenti comportamenti disinformati, negligenti, razzisti, riprovevoli, vessatori, eccessivamente severi ed iniqui commessi dalla “sua” Polizia di Stato. Comportamenti per i quali il signor ministro – negligentemente e prevedibilmente – non ha mosso un dito.
Consigliamo inoltre ad Amato di tirare le orecchie all’Ufficio anti-droga dell’Ambasciata d’Italia a Brasília, cui si rivolgono le autoritá federali brasiliane per avere informazioni relativamente al passato giudiziario degli italiani in loco. Senza timore d’essere smentiti siamo a conoscenza, a conoscenza ducumentale, di pacchiani errori (speriamo che siano solo tali) dei suoi funzionari, solleciti quanto pasticcioni nell’informare i loro omologhi brasiliani.
(Indipendendentemente dalla vicenda penale su cui si indaga a fornire informazioni é sempre l’Ufficio anti-droga, quasi a dar del trafficante a qualsiasi nostro connazionale si trovi coinvolto in qualche indagine, ndr). Infine grande enfasi per clandestini, latitanti, pedofilia e prostituzione, riducendo i secondo noi auspicabili scambi anche umani tra questi nazioni a questi fenomeni.
Ed in riferimento, tanto per scendere sul piano concreto, al fenomeno dei latitanti, tanto di moda in seguito alla vicenda di Cesare Battisti: il ministro forse non sa che l’aumento della pressione per la ricerca dei fatidici latitanti induce un’inevitabile pressione sugli italiani (quelli veri, non gli oriundi che cantano “Quel mazzolin di fiori”) che invece in Brasile non hanno alcun problema con la giustizia.
Ma di tutto questo ad Amato importa ben poco, ed ancor meno gli importa la tutela dei suoi connazionali all’estero. Che anziché cacciatori di taglie o carta bianca alla locale Polizia militare (che si aggiunge al problema della micro-criminalitá locale) vorrebbero solo la vicinanza del loro Governo per i non infrequenti casi di discriminazioni o raggiri cui sono sottoposti.
«Sicurezza/ Viminale: Amato incontra governatore Rio de Janeiro
Su tema lotta droga, caccia latitanti e immigrazione irregoolare. Il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, ha ricevuto oggi al Viminale il Governatore dello Stato di Rio de Janeiro, Sérgio Cabral. Nell’incontro - riferisce una nota del Viminale - si è concordato sul rafforzamento della collaborazione sui temi della sicurezza, del traffico di stupefacenti, dei latitanti italiani in Brasile, dello sfruttamento della prostituzione e della lotta alla pedofilia.
“Si è stabilito in particolare che, nell’ambito dell’accordo quadro tra l’Italia e il Governo federale brasiliano, saranno adottati - si legge nella nota - protocolli operativi tra le due polizie per una più stretta cooperazione in sede investigativa contro i fenomeni criminali di interesse comune e per uno scambio di informazioni, di metodologie operative, di tecnologie e di pratiche di addestramento”.
A breve sarà anche convocata la prima riunione del Comitato misto previsto dall’accordo dello scorso febbraio, nell’ambito del quale sarà anche discusso un accordo di riammissione da stipulare con il Governo federale brasiliano per permettere un più efficiente rimpatrio degli immigrati irregolari».
(Francesco Giappichini).

