B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Allarme Nordeste, in arrivo la «grande seca»?

                                                    

Nel Nordeste brasiliano, in particolare nel semi-árido del sertão, sono quasi trecento i comuni del che nei giorni scorsi hanno dichiarato lo stato di emergenza a causa della siccitá, la temuta seca. Per cercare di alleviare il problema il Governo federale ha giá provveduto a stanziare quattordici milioni di real, che serviranno invero solo per consentire ai camion-cisterna di portare l’acqua potabile alle comunitá con maggiori difficoltá.

Gli Stati che beneficeranno dell’aiuto governativo sono Paraíba, Piauí, Ceará, Pernambuco, Rio Grande do Norte e Bahia, seppure il maggior numero di Comuni interessati si trova in Ceará. Le notizie piú allarmanti giungono peró dal Piauí, ove non solo é sceso in campo l’esercito, ma si é ormai affermato il mercato nero dell’acqua: i prezzi si aggirano sul mezzo real alla tanica da venti litri.

La nostra redazione si é cosí mossa tempesivamente, ed ha commissionato a Giancarlo Mostachetti, di fatto il nostro corrispondente dalla caatinga, un resoconto dei fatti. Reportage che ci ha invero allarmato piú di quanto pensavamo, informamdoci che saremmo in attesa della temibile e terribile grande seca.

Sí, proprio quella. Quella capace di incendiare i capelli. Quella che ha ispirato uno dei quadri piú famosi di uno dei pittori brasiliani piú famosi: mi riferisco a Retirantes (nella foto in alto), che Cândido Portinari dipinse nel lontano 1944. Vi lasciamo adesso alla lettura del drammatico testo di Mostachetti.

«Il contadino (camponês) del Sertão popolarmente conosciuto come “cabeça chata” o “caipira” sà, da tempo, che vi sono diverse secche che colpiscono la sua regione, già sufficientemente arida. La prima secca, quella normale o annuale, dura dai sette agli otto mesi, viene sempre, e il sertanejo la riceve e ci sopravvive, a costo di grandi sacrifici.

La seconda secca, quella che dura da uno a due anni non viene con regolarità, è abbastanza anomala. Ma quella che veramente terrorizza il sertanejo è la terza secca, la cosiddetta Secca Prolungata (a grande seca) che ha durata sempre superiore ai tre anni. Prima di parlare di questa ultima secca vorrei prima di tutto ricordare i cicli naturali che variano da scale astronomiche non percepibili nel quotidiano, e a cicli che sono più percepibili alla comprensione umana.

Il sistema solare da una circonvoluzione all’interno della galassia in 230 milioni di anni, mentre la Terra fa un giro intorno al sole in 365,242 giorni. La stessa gira sul suo asse in 23 ore 59 minuti e 4,09 secondi. La luna gira in cicli di 27 giorni 7 ore 43 minuti e 11 secondi.

I cicli naturali sono sempre presenti nella dinamica della implacabile legge della natura, e non è un’eresia ritenere probabile che questa serie di cicli possono essere la conseguenza delle secche prolungate che colpiscono il nordest del Brasile. Una regolarità con cui la Secca Prolungata colpisce il semi-arido nordestino non può essere dovuta al caso, ma potrebbe essere originata da forze telluriche come da cause esterne alla terra, come il sole, la luna o i pianeti, oppure le radiazioni elettromagnetiche che giungono dall’esterno dell’atmosfera, oppure addirittura le onde gravitazionali.

Dal registro istorico della piovosità di Fortaleza, nel periodo 1849-1983 si registrano vari episodi di secca srolungata, il primo negli anni 1850-1853 con il suo culmine nell’anno 1852, successivamente nel periodo 1874-1879 con culmine nel 1878, questa fù una secca veramente storica, in primo luogo per la particolare severità con la quale colpi la regione del semi-arido nordestino, caddero meno di 500 mm. di pioggia in un lasso di tempo superiore ad un anno, e in secondo luogo perché a causa dei danni provocati alle colture del nordeste brasiliano innescò o rinfocolò il movimento abolizionista cearense, sfociata poi nella storica data del 25 marzo 1884.

I latifondisti cearensi, possessori di schiavi, in quel tempo non contrastarono l’azione dei antischiavisti, in quanto erano fin troppo impegnati a liberarsi degli schiavi stessi diventati inutili bocche da sfamare. Nel 1978 uno studio sulla serie pluviometra di Fortaleza, dal 1849, anno di inzio delle osservazioni e relative registrazioni fino al 1997, evidenziò la possibilitàdi una Secca Prolungata per gli anni 1979-1985, la previsione si confermò tragicamente esatta, la secco ci fù, dal 1979 al 1983, e fu particolarmente dura nel suo culmine nell’anno 1982.

Osservando i cicli di piovosità di Fortaleza si evidenzia che la secca prolungate si ripresenta con una regolarità sorprendente cada 26 anni. Se aggiungiamo 26 all’anno 1982 giungiamo all’anno 2008, indicando il periodo di Secca Prolungata appunto nel periodo 2005-2010 con un probabile picco nell’anno 2008, data ben prossima, e a ben vedere i segnali di un periodo di secca sono già evidenti in vari modi.

Molti laghi artificiali hanno raggiunto il loro minimo storico, e si prevede che il livello dell’acqua continui ad abbassarsi, a causa della scarsa piovosita degli ultimi tempi, i pozzi privati “caximbão” sono quasi vuoti, chiaramente mi stò riferendo alla visione diretta di questo piccolo lembo di nord del Sertão dove la caatinga è stata parzialmente sconfitta dalla “teimosita” dei sertanejos, ma dove la stessa è sempre pronta a prendere il soppravento, riducendo questi orti, questi campi in lande di terra bruciata “Qual fogueira de São João.)”.

La Secca Prolungata, nell’anno del suo apice riduce l’umidità dell’aria ad un punto tale che una persona rimanendo all’aperto per alcune ore vede i suo capelli ridursi in stoppie che adirittura possono prendere fuoco per autocombustione, solo passandoci la mano a causa dell’elettricità statica.

Gli effetti sull’agricoltura del nordeste sono sempre catastrofici, anche se in questa occasione si spera che la grande quantità di sbarramenti per creare serbatoi d’acqua riduca sensibilmente gli effetti. Come si vede nella foto, che riprende dallo spazio la città Tururu, posta già ai limiti della caatinga, ma ancora ben dentro al nord Sertão, si notano molte aree scure, sono laghi artificiali, la quasi totalità di questi furono costruiti dopo la grande secca del 1979-1983.

Probabilmente grazie a questa fitta rete di grandi e piccoli serbatoi artificiali, e ad una più oculata politica di raccolta ed uso delle scarse acqua piovane, che la Secca Prolungata, che già stà mostrando i suoi primi segnali, in realtà sarà meno distruttiva delle precedenti, o almeno si spera.

Ma cosa è che causa queste secche prolungate, e perché hanno questa teutonica puntualità nell’apparire ? Abbiamo altri fenomeni che si ripercuotono in larga scala sul clima in questa particolare regione ? Ricordo che tempo fà lessi su una rivista che un battito d’ali di una farfalla nel golfo del messico provoca un tifone nel sudest asiatico.

Chiaramente l’esempio era esagerato, ma voleva spiegare che ogni evento naturale è sempre conseguenza di qualcosa accaduto in precedenza o in altro logo, a volte anche molto distante. Vediamo cosa accade dall’altra lato dell continente sudamericano, e vediamo che li sono noti due fenomeni naturali chiamati La Niña e El Niño.

La temperatura superficiale dell’Oceano Pacifico tropicale è considerata nella norma quando si aggira sui 25°C, ma quando diminuisce al di sotto dei 23°C sorge il fenomeno denominato La Niña, e questa condizione stà generalmente associata al regime di pioggie normali del nordeste brasiliano.

Il fenomeno El Niño al contrario si produce qualdo la temperatura superficiale è superiore a quella normale, e dal 1849 fino all’ultima Secca Prolungata, i due fenomeni, El Niño-Secca Prolungata, sono sempre stati associati. Le cause del riscaldamento e del raffreddamento dell’Oceano Pacifico tropicale e dell’Oceano Atlantico tropicale sono tuttora sconosciute, non è facile stabilire la connessione tra i vari fenomeni, ma è indubbio che una connessione esista.

Sono quindi ancora sconosciute le cause che legano i vari fenomeni, ma è ragionevole supporre che come El Niño inizio il suo ciclo di distruzioni sulla costa occidentale del continente sudamericano, a 5/6 mila chilometri di distanza la Secca Prolungata starà già iniziando il suo cammino devastatore.

Da un lato del continente acqua in sovvrabondanza, dall’altro lato nulla del tutto, solo siccità».

(Francesco Giappichini).

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