B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

«Quando moriró…»

                                                   

La novela della Tv Globo Eterna magia, in onda alle sei circa del pomeriggio ed ambientata negli anni trenta, ha riproposto al grande pubblico Fita amarela, un immortale samba del sambista, compositore e cantante carioca Noel Rosa, prematuramente scomparso a soli ventisei anni, nel lontano 1937.

Impossibile in questa sede ripercorrere la biografia dell’artista, e soprattutto spiegare le ragioni del perché grazie a lui il samba, ma direi la musica brasiliana, non fu piú quello di prima. Piú modestamente io vi invito all’ascolto del brano sopra indicato, datato – udite udite – 1932, e di cui sotto é riportato il testo.

Giova aggiungere solo che Fita amarela non fu un samba come tutti gli altri, per il suo giovane compositore. Nel Carnevale del 1933, quando venne per la prima volta distribuito, ebbe un successo strepitoso; come dimostra il fatto che lo ascoltiamo ancor oggi. Inoltre provocó all’autore problemi di paternitá, dato che lo stesso fu accusato di plagio da Donga, un altro musicista dell’epoca.

Questi lo attaccó nel modo piú violento, ricorrendo anche alla stampa dell’epoca, sino a che un altro compositore (Almirante) non venne in aiuto a Noel Rosa, affermando di aver lui stesso offerto quelle suggestioni al giovane artista. Al seguente link é possibile ascoltare lo struggente brano, eseguito dall’Orquestra Imperial con la bella voce di Nina Becker.

«Fita amarela

Quando eu morrer não quero choro nem vela
Quero uma fita amarela gravada com o nome dela
Se existe alma, se há outra encarnação
Eu queria que a mulata sapateasse no meu caixão

Não quero flores, nem coroa de espinho
Só quero choro de flauta, violão e cavaquinho
Estou contente consolado por saber
Que as morenas tão formosas a terra um dia vai comer

Não tenho herdeiros, não possuo um só vintém
Eu vivi devendo a todos mas não paguei nada a ninguém
Meus inimigos que hoje falam mal de mim
Vão dizer que nunca viram uma pessoa tão boa assim

Quero que o sol não visite o meu caixão
Para a minha pobre alma não morrer de insolação».

(Francesco Giappichini).

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