Cronache dalla caatinga
Oggi riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo di Giancarlo Mostachetti, che ci offre uno squarcio di quotidianitá brasiliana, o meglio sertaneja. Ci scrive infatti dal cuore di uno degli ecosistemi piú tipici del Brasile, il cosiddetto semi-árido nordestino. Piú in particolare dall’arida e dura caatinga del Ceará, secondo noi ben rappresentata dalla foto in alto.
Ci sentiamo comunque in obbligo di offrire ai nostri lettori un’esauriente definizione di questo termine, e dunque ricorriamo a Wikipedia, l’enciclopedia libera. «La parola Caatinga viene dalla lingua Tupi-Guarani caa (foresta) + tinga (grigio), ovverosia foresta grigia.
La parola è chiarificatrice in quanto le numerose piante che caratterizzano questa “foresta” si presentano per gran parte dell’anno secche e senza foglie mentre assumono la colorazione verde solamente in inverno, nell’epoca delle piogge. È l’unico bioma esclusivamente brasiliano (caratteristico della regione denominata sertão), il che significa che gran parte del suo patrimonio biologico non si trova in nessun altro luogo del pianeta.
La caatinga occupa un’area di circa 750.000 chilometri quadrati, inglobando di forma continua il territorio di parte degli stati di Maranhão, Piauí, Ceará, Rio Grande do Norte, Paraíba, Pernambuco, Alagoas, Sergipe, Bahia e Minas Gerais». A questo punto non possiamo che lasciarvi alla lettura del bozzetto inviatoci dal nostro lettore, che ci chiarisce come l’inflazione, almeno per il popolo sertanejo, é molto piú invasiva di quanto ai “piani alti” si vorrebbe far credere.
«O desafio do alongamento
Ci sono vari luoghi dove l’attesa è allietata da letture di riviste spesso alquanto datate, il luogo per elezione è il barbiere, dove la raccolta di riviste è sempre abbondante e varia, a volte si possono trovare anche riviste “immorali” per i cultori del genere. Ma abbiamo altri luoghi ove possiamo leggere le notizie o i pettegolezzi senza l’obbligo di acquisto, quello più utilizzato da me in questi ultimi tempi è la sala d’aspetto del dentista.
Da quando ho lasciato la grande capitale Fortaleza per abitare in un piccolo centro dell’interno, una delle prime abitudini che ho rotto è stato l’acquisto regolare di riviste settimanali, in primo luogo perchè nella cittadina dove abito non esiste nessun punto di vendita, l’unica possibilità è fare un “abbonamento” con gli autisti dei pullman che effettuano il tragitto Fortaleza-Itapipoca, i quali acquistano la rivista in una edicola e la lasciano in deposito nel bar-lanchonete che effettua anche servizio di biglietteria per la linea dei pullman, ma in secondo luogo da quando mi sono trasferito in questo piccolo centro non ho più sentito la mancanza di giornali e riviste.
Ma nella sala di attesa del dentista, più per l’educazione di non osservare le altre persone in attesa e apparire un curiosone, prendo una rivista e fingo di leggere qualcosa. A volte capita adirittura di trovare un articolo interessante, come quello che lessi il 21 di agosto sulla rivista Veja, edizione 2.015 del 4 luglio 2007, data famosa per gli americanofili, dal titolo O Desafio do Alongamento.
L’articolo riferiva che il CMN (Conselho Monetário Nacional) fissava per i prosimi 2 anni l’inflazione al 4,5%, lamentado,l’articolista, che il CMN avrebbe fatto meglio a fissare l’inflazione ad un più realistico 4% come consigliato e indicato dagli analisti conomici.
Nell’articolo faceva bella mostra un grafico in cui si mostrava che l’inflazione brasiliana dal 9,3% del 2003 era scesa al 3,14% nel 2006, e quindi evidenziava il fatto che il Governo brasiliano fissando l’inflazione al 4,5 per cento invece di controllarla, come sarebbe stato giusto, in realtà cercava di aumentarla.
Ma qui non voglio parlare delle scelte economiche governative, ma voglio raccontare spiccioli fatti di vita che incrociano la loro strada con l’inflazione. Data l’esperienza personale di acquisti giorno per giorno di alimenti di “base”, mi sorgeva un dubbio; ho l’articolista aveva preso lucciole per lanterne o il Governo falsificava i dati, oppure i negozianti di Tururu e Itapipoca, non a conoscenza della manovre governative, producevano un’inflazione propria, totalmente distaccata da quella ufficiale.
Latte fresco di mucca. Quello che si compera dal lattaio, cosa ormai in disuso in Italia, da alcuni decenni, ma qui nell’interno dello Stato de Ceará ancora in auge. Vai dal lattaio, con la tua bottiglia, e lui ti versa il latte appena giunto dalla vicina Fazenda, ancora tiepido, quanti ricordi tornano alla mente mentre osservi il lattaio che versa il latte caldo e schiumoso, quando prendi la bottiglia in mano e la senti tiepida al tatto, dal calore del latte appena munto ti vengono in mente tanti ricordi della ioventù “eu via a mocidade perdida (O Sol Nascerá)”.
Quando traslocai in Tururu, nel febbraio di quest’anno, il latte costava 80 centesimi di Real per litro, ma solo dopo solo 4 settimane il prezzo aumentava a 1 Real, un breve calcolo mentale mi diceva che il latte aveva subito un aumento del 25%, ben superiore alla inflazione programmata.
Ma in quel tempo, era il mese di marzo, non conoscevo ancora il contenuto dell’articolo di cui ho parlato, lo stesso sarebbe stato pubblicato solo alcuni mesi dopo, io in quel tempo pensai che probabilmente erano anni che il latte non subiva aumenti, e pertanto giustificavo parzialmente l’enormità del riaggiusto del prezzo del latte, alla fin dei conti che sono 20 centesimi di Real.
Ma moltiplicando questi 20 centesimi per i trenta giorni del mese medio si raggiungono 6 Real, che per chi vive con il salario base di 380 Real è comunque una spesa non indifferente. Poi arriva il mese di luglio. Normalmente è un mio compito comperare il latte, in quanto lo acquisto sempre all’alba, ma quel giorno Angelica decide di fare il budino, poiché stavo occupato in altre faccende mandiamo Karol, la nipotina che stiamo “criando”, a comperare altro latte fresco, e con mia sorpresa la bambina ritorna con la bottiglia non completamente piena, comunicandomi che “O leite ficou mais caro.” (il latte divento più caro), in quel frangente, sorridendo, pensai che mi stesse imbrogliando, e che avesse speso una parte dei soldi per comprare caramelle o altro, la ammoni a non farlo mai più, e lei semplicemente disse che non avevo capito niente.
Criando, [dal verbo trans. CRIAR (dal lat. creare)]. E’ abbastanza comune in queste lande che quando una famiglia ha difficoltà economiche a sostenere tutti i componenti della famiglia, una parte della stessa viene “distribuita” presso famiglie di parenti o di amici un poco più abbienti.
Non si tratta di adozione ne di abbandono, in quanto generalmente le due famiglie, quella che cede e quella che riceve risiedono a pochi passi una dall’altra, spesso porta a porta. La volta successiva fui io a comperare il latte, come di costume, e rimasi meravigliato quando il lattaio mi diede il resto, chiesi spiegazioni è la risposta fu chiara, il latte era aumentato a 1 real e 20 centesimi, un aumento del 20%, che potrebbe essere poca cosa, ma riferendosi al prezzo del mese di marzo, quando il latte costava solo 80 centesimi di Real, l’aumento è stato di un bel 50% secco in soli 5 mesi, che corrispondo, più o meno al 10% mensile.
E fu solo pochi giorni fa che accompagno mia moglie Angelica a Itapipoca per la manutenzione mensile dell’apparecchio ortodontico; nell’attesa viene spontaneo prendere una rivista, e sfogliandola più per finta che per leggere veramente qualcosa, ma mi scappa l’occhio su un personaggio che sta facendo ginnastica e il titolo dell’articolo O Desafio do Alongamento, mi fa pensare appunto ad una attività sportiva di palestra, poichè da poche settimane mi sono deciso ad iscrivermi proprio in una palestra, la curiosità mi spinge a leggere larticolo.
Ovviamente l’articolo era di tutt’altro tenore, ma ricordando i recenti aumenti del latte di cui ho parlato, ho letto di questa fantomatica inflazione brasiliana che ha raggiunto il minimo storico del 3,14%, al che facevo un’azione scorretta, “rubavo” la rivista per un uso futuro.
Rientrato a Tururu per prima cosa passavo dal lattaio, al quale mostravo l’articolo in questione, aspettandomi di ricevere una spiegazione sull’ingiustificato aumento del latte. Il lattaio, con tonante voce nordestina mi rispondeva “Sei ler não ! Eu.”, a quel punto, sempre pieno di buone speranze riassumevo l’articolo evidenziando i punti salienti e spiegando che l’aumento del prezzo del latte fino al 50% era contro le direttive del Governo centrale.
La risposta fui come una fucilata “Mas aquele la, de São Paolo, sabe so robar ! Quem liga pra aquele cara ?” (Ma quelli di San Paolo sanno solo rubare ! Chi si interessa di quella gente). A quel punto cosa potevo replicare ad una persona che neppure conosce la capitale del suo paese, ripiegavo la rivista, e mesto mesto tornavo nella mia casetta, domattina torno a Itapipoca e restituisco la rivista al dentista.
E cosi accade che un bene di primaria importanza, come il latte, da alimento base diventa alimento di lusso, cosi come sono alimento di lusso le verdure e alcuni tipi di frutta come mele, 4 mele lilipuzziane per 1 real, mele un poco più grosse costano 50 centesimi l’una, uva che raggiunge i 5 real al kilo, più cara della carne, che qui viene venduta a 4,90 al kilo.
In realtà gli aumenti superiori al tasso di inflazione non sono solo del latte fresco, ma di molti altri alimenti di cui molti di prima necessità, il latte in polvere da 200 grammi, per esempio, che passa da 1,20 Real di gennaio a 3,05 Real del 3 settembre. Chissa se sarebbe il caso di informare Giuliano Guandalini, l’estensore dell’articolo, che i calcoli inflazionistici mostrati nel suo articolo sono alquanto errati ?
Ma forse e meglio lasciare “quelli la di San Paolo” in pace, e sperando che invece nel Planalto Centrale qualcuno si svegli, e si accorga che l’inflazione ufficiale e quella reale sono due identità distinte e separate, cadauna và per la sua strada, incurante dell’altra, cosi mentre da un lato il paese Brasile guadagna consensi nel Mondo per aver abbattuto una hiperinfalzione che raggiunse il picco dell 80% al mese ad un più gestibile 4% più o meno, dall’altro lato abbiamo il paese caipira che sopravvive con un salario o pensione fermo a 380 Real da mesi in un’inflazione reale del 10% mensile.
Ma credo che l’abitudine ad avere un paese che và a due velocità abbia talmente assuefatto i piloti dell’aero, ormai in quarantennale attesa di decollo, che non riescono a vedere queste macroscopiche differenze, focalizzando la loro atenzione solo sui bersagli grossi, come FMI, Commercio Internazionale, sfruttamento di materie prime, inflazione ufficiale al 4% all’anno etc., lasciando il popolo “burro” a barcamenarsi con un’inflazione reale bem superiore a quella ufficiale, ma con un salario reale fermo da tempo».
(Francesco Giappichini).

