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Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Un po’ di Brasile nel beat di Kerouac

“On the Road”, il leggendario romanzo di Jack Kerouac, divenuto uno dei culti della Beat generation in tutto il mondo, ha compiuto ieri cinquant’anni, essendo stato pubblicato per la prima volta in inglese da Viking Press il 5 settembre 1957. La ricorrenza viene festeggiata con una nuova edizione dell’opera, senza censure. Simbolo della cultura alternativa degli anni 60, del flower power e della liberazione dei costumi, il romanzo è stato tradotto in venticinque lingue e ha venduto tre milioni di copie. Ma che c’entra il Brasile?

C’entra, perché il mezzo secolo di “On the road” viene celebrato con mostre e conferenze ma soprattutto con un film, prodotto da Francis Ford Coppola e diretto dal brasiliano Walter Salles, le cui riprese inizieranno l’anno prossimo e che dovrebbe vedere la luce nel 2009. Il regista de “I diari della motocicletta” si avvarrà di una sceneggiatura scritta da José Rivera.

Salles è nato a Rio de janeiro e ha cinquantuno anni. Figlio di un ambasciatore, ha raggiunto la notorietà internazionale con il film “Terra estrangeira” del 1995. Oltre a diverse nomination al premio Oscar, il più importante riconoscimento da lui ricevuto è stato l’Orso d’oro del festival di Berlino, nel 1998, per “Central do Brasil”. Tra le curiosità che lo riguardano, il cortometraggio, da lui girato nel 2002, “Castanha e Caju contra o encouraçado Titanic“, con la partecipazione dei due repentista pernambucani Castanha e Caju.

Il libro di Kerouac è uscito ufficialmente in Brasile solo dopo la fine della dittatura militare, nel 1984, con il titolo “Pé na estrada“, per la traduzione di Eduardo Bueno. Al ritmo del be bop di Charlie Parker e Dizzy Gillespie, la “prosa spontanea” dell’autore descrive personaggi e figure che popolano motel, ritrovi e stazioni di servizio di un’America decadente e perduta. È il viaggio dell’alter ego di Kerouac, Sal Paradise e dell’amico Dean Moriarty lungo le duemila miglia della famosa “Route 66″ (foto), da Chicago a Los Angeles.

Insieme all’esistenzialismo francese, Kerouac è citato tra le fonti ispiratrici del Tropicalismo brasiliano, da alcuni suoi illustri esponenti come Caetano Veloso e Tom Zé.

(A. Forni)

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