Minas Gerais, arsi vivi e dimenticati
Qualche giorno fa il Brasile ha conosciuto la terza piú grave tragedia carceraria della propria storia, e per l’agghiacciante cronaca degli eventi vi rimandiamo all’articolo di Paolo Manzo, apparso sul settimanale Panorama. La piú grave, coi suoi centoundici morti, é il cosiddetto «massacro di Carandiru», risalente a quindici anni fa, seguita nel 2002 dalla tristemente nota chacina do Ano novo di Porto Velho (Rondônia), ossia la “strage di Capodanno”.
A noi riserviamo solo alcune osservazioni. La prima riguarda il probabile coinvolgimento di alcuni agenti di polizia, che avrebbero deliberatamente posto i due gruppi rivali a stretto contatto. C’é un’inchiesta in corso, a tal riguardo, e gli agenti sarebbero giá stati sentiti. La seconda osservazione é legata invece al generale disinteresse con cui codesti fatti sono stati accolti dal mondo della politica, capace solo di inviare presso il carcere di Ponta Nova (nella foto in alto, ndr) cinque deputati.
Mentre forse qualche testa, magari in alto, doveva – a nostro modesto parere – saltare. Non ci resta, a questo punto, che lasciarvi al servizio di Manzo.
«Brasile: 25 detenuti bruciano vivi durante una rissa tra bande
Almeno 25 detenuti sono morti a causa di un incendio sviluppatosi all’interno di una cella della prigione di Ponte Nova, nello stato di Minas Gerais, in Brasile. Il drammatico episodio si è verificato proprio pochi giorni dopo l’annuncio del Presidente Lula di un nuovo pacchetto di misure di sicurezza per un valore totale di circa tre miliardi di euro.
Il fuoco nel carcere è stato appiccato da uno dei detenuti. Secondo la ricostruzione della polizia si tratterebbe di un regolamento di conti tra detenuti appartenenti a gang differenti e in lotta fra loro. L’incendio è stato appiccato nel corso di una rivolta all’alba: alcuni reclusi sono riusciti a scappare dall’ala in cui alloggiavano per ripararsi nell’altra dove è cominciato l’attacco ai loro rivali.
La polizia è riuscita ad intervenire con gas lacrimogeni e acqua ma troppo tardi per impedire la strage. Dei sopravvissuti, circa 150, nessuno è riuscito a fuggire. La prigione di Ponte Nova si trova a 120 chilometri a sudest di Belo Horizonte e come molte altre carceri brasiliane soffre di problemi molto gravi di sovraffollamento.
Nel nuovo pacchetto di misure per la sicurezza proposto da Lula è prevista anche la costruzione di 160 nuove carceri. Un provvedimento urgente più che mai dopo la tragedia di stamane a Ponte Nova».
(Francesco Giappichini).

