La veritá taciuta del disastro di San Paolo
Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha recentemente affermato che in questa fase sono «affrettati» i giudizi e le ipotesi circa le cause che hanno provocato il noto distastro aereo di San Paolo. In realtá la giostra delle teorie, inevitabilmente, é giá cominciata. Prima ancora che nei media é tra la gente comune, nei barzinho, che il gioco ha avuto inizio.
E prima di rimandarvi all’articolo che Michele Buttó dedica a questo argomento su La voce d’Italia, ci permettiamo anche noi dire la nostra. Ebbene, le ipotesi in campo sono quattro: tre di esse vengono avanzate per ragioni politiche, magari anche meritevoli, e solo una, la meno politicamente corretta, é quella corrispondente al vero.
La sinistra radicale preferisce puntare il dito contro la societá che gestisce gli aeroporti, l’Infraero, mirando in questo modo a colpire i militari che la guidano. Si sostiene, in estrema sintesi, che a causare il disastro sia stato l’asfalto dell’aeroporto, inidoneo – si dice – a consentire l’aderenza in caso di forte pioggia.
Da parte sua l’entourage di Lula, come é stato ben mostrato dalle immagini “rubate” da Tv Globo, vorrebbe addossare tutte le colpe alla compagnia aerea Tam e alla comprovata inefficacia dell’inversore della turbina, che ha il compito di favorire la frenata dell’aviogetto.
Gli avversari piú acerrimi del presidente preferiscono invece sollevare il polverone, e sottolineare che il Governo avrebbe dovuto prevedere da tempo l’inadeguatezza d’un aeroporto come Congonhas (nella foto in alto, ndr), incastonato com’é nel centro cittadino.
Inutile dire in questa sede che nessuna delle situazioni sopra indicate puó esser stata determinante nel provocare una tragedia di questo tipo. Al contrario appare con tutta evidenza una realtá che per pudore e pietá tutti tacciono: é stato l’errore di chi é scomparso, del pilota, a rappresentare la causa principale dell’incidente.
«Forti le polemiche contro il presidente Lula per l’ennesimo incidente “evitabile” Brasile: ancora incerte le cause della tragedia aerea di San Paolo
Ad una settimana dal disastro si attendono ancora le risposte dalla scatola nera dell’aereo Ad una settimana dalla tragedia aerea avvenuta all’aereoporto nazionale di Congonhas, zona Sud di San Paolo, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, in una intervista rilasciata in un noto programma radiofonico, ha affermato che non ci sarà pace finchè non sarà fatta chiarezza sulle cause del disastro aereo che lo scorso martedì 17 luglio è costato la vita a 198 persone.
Il presidente Lula chiede la comprensione dei brasiliani ed invoca Dio affinchè le informazioni contenute nella scatola nera, che attualmente si trova negli Stati Uniti per indagini più approfondite, possano chiarire le dinamiche del peggiore disastro aereo dell’aviazione civile brasiliana.
Anche se la causa principale sembra l’inadeguatezza del fondo della pista di atterraggio che, unita alla forte pioggia di martedì scorso, avrebbe impedito di frenare correttamente all’aeromobile della compagnia brasiliana TAM, ancora non si escludono responsabilità del pilota o difetti del sistema frenante dell’aereo stesso.
Sicuramente inadeguato è l’aereoporto di Congonhas, dati ormai i volumi di traffico aereo che la sola ciità di San Paolo genera: in primo luogo il numero dei voli sarebbe la causa principale della fretta nella ristrutturazione delle piste che avrebbe trascurato la capacità di scolo dell’acqua piovana; in secondo luogo inadeguata è la dimensione stessa dell’aereoporto che oggi si trova ormai circondato dai palazzi e dai grattacieli della megalopoli brasiliana.
Per ovviare a queste lacune il Conac, il consiglio dell’aviazione civile brasiliano, proporrà entro 90 giorni una location per la costruzione di un nuovo aereoporto. Le proteste e le lamentele tuttavia non accennano a diminuire: da un lato infatti la compagnia TAM ha spostato tutto il suo traffico verso il vicino aereoporto internazionale di Guarulhos, sottolineando l’insufficienza tecnica delle piste di Congonhas - tra l’altro confermate dalle relazioni presentate dalla Ifatca, federazione internazionale delle associazioni dei controllori del traffico aereo - dall’altro lato il presidente di Infraero, società statale che gestisce gli aereoporti del paese, afferma l’assoluta estraneità delle piste nella responsabilità del disastro e rilancia ai risultati delle analisi della scatola nera che, a sua detta, confermeranno i sospetti di un errore umano o di un difetto nel sistema frenante dell’aeronave.
Le polemiche assumono inevitabilmente toni politici ed investono direttamente il presidente brasiliano: il direttore del dipartimento di studi latino-americani dell’università John Hopkins di Washington, Riordan Roett, ha notato che quest’ultimo scandalo che investe la seconda presidenza Lula altro non farà che approfondire il sentimento di frustrazione della classe media del paese che si sente sempre più trascurata da questa amministrazione, aumentando la divisione del consenso per l’attuale governo tra il nord, più povero ed usufruitore del programma di assistenza sociale Bolsa Família, ed il sud che appunto utilizza i servizi di trasporto aereo.
Anche il corrispondente britannico Jonathan Wheatley, del Financial Times, denuncia i caratteri “farseschi” di questa tragedia dati dalla risposta tardiva ed inadeguata della presidenza brasiliana. In primis il silenzio di Lula nelle pime quattro ore dopo l’evento - le prime condoglianze infatti sono giunte dal presidente argentino Kirchner - e la sua comparsa pubblica solo dopo tre giorni.
In secondo luogo, la mancanza di azioni governative adeguate, leggasi dimissioni, per ovviare ad una cattiva amministrazione aerea che, segnata dalla tragedia della compagnia brasiliana Gol dello scorso settembre, perdurava da molti mesi e annunciava l’imminenza di un nuovo disastro».
(Francesco Giappichini).

