B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Coldiretti, ma «vaffanculo»!

                                                        

La recentissima notizia sul “vaffa…” ha fatto il giro dell’Italia e non solo: mandare al diavolo in modo volgare qualcuno, cioè dirgli pubblicamente «vaffanculo», non è offensivo. Almeno non da un punto di vista penale. È la Corte di cassazione a dichiararlo, nella sentenza n. 27966.

E cosí mi adeguo alla nuova realtá giuridica e di costume per salutare l’”allarme” della Coldiretti, che vede come il fumo negli occhi il fortissimo incremento dell’import di carne bovina brasiliana in Italia. Diciamo subito che delle motivazione igenico-sanitarie addotte da questa associazione e dalla Copa (Organizzazione degli imprenditori agricoli europei) «me ne fotto», tanto per usare un’altra frase volgare apparsa nella motivazione della sentenza della Suprema corte.

Infatti sono personalmete – e direi gravemente – irritato dall’uso pretestuoso di motivazioni igenico-sanitarie a presunta tutela dei consumatori, al fine di giustificare ragionamenti e posizioni semplicemente protezionistiche. (Dal noto caso delle «bottiglie danesi», nello stesso universo delle comunitá europee, vi é tutta una copiosa letteratura giuridica al riguardo).

Posizioni che quando giungono a concretizzarsi, come troppo spesso avviene, ledono, queste sí, il consumatore finale. E in questo caso la cosa é tanto piú grave perché la Coldiretti mira non tanto a difendere posizioni di principio, ma sopra tutto ben piú prosaiche ragioni di bottega.

Si tratta di un approccio al commercio internazionale ipocrita, gretto, provinciale, razzista e – consentitemelo – anche stupido. Lo sanno gli «splendidi» della  Coldiretti, come si dice a Roma, che la carne bovina brasiliana é migliore di quella italiana? L’hanno mai assaggiata la picanha, che abbiamo indicato nella foto in alto, in un allettante churrasco?

E cosí, rinnovando il nostro piú sentito «vaffanculo» indirizzato alla Coldiretti, vi rimandiamo al pezzo del non meglio specificato AA, pubblicato sul portale, udite udite, Help Consumatori.

«Alimentazione. Carne bovina, allarme di Coldiretti: “E’ boom di import dal Brasile (+44%)”

Cresce l’importazione di carne bovina proveniente dal Brasile. Nel 2007 si registra in Italia un aumento dell’import pari al 44%. Lo rende noto Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero del nostro Paese nel primo trimestre di quest’anno. Secondo gli agricoltori si tratta di una situazione che deve mettere in allarme tutte le autorità di controllo, dopo che il Copa (Organizzazione degli imprenditori agricoli europei) ha denunciato l’inefficienza degli accertamenti sull’uso di ormoni e sulla rintracciabilità degli alimenti.

L’Istat ha verificato un’importazione record dal Brasile di 14,4 milioni di chili di carne bovina fresca, refrigerata o congelata per un valore di 48,7 milioni di Euro. “Secondo gli imprenditori agricoli europei (Copa) - afferma Coldiretti - le carenze scoperte minano la credibilità dei controlli ufficiali effettuati in Brasile e, per conservare la fiducia dei consumatori nelle carni bovine in generale, è di fondamentale importanza assicurare l’attuazione di un sistema armonizzato di controllo e di rintracciabilità da parte delle autorità brasiliane”.

“La situazione - conclude Coldiretti - è particolarmente preoccupante in Italia dove ben l’82% della carne bovina che proviene dal Brasile è congelata ed è destinata anche alla trasformazione industriale perdendo così la possibilità di identificarne l’origine”».

(Francesco Giappichini).

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Commenti

  1. Commento di andrea | 2007/07/20 alle 21:53:23

    credo che spesso sia indice di ipocrisia il voler “sostenere le cause” altrui, come fa la Coldiretti in questo caso. il guaio e’ che, oggi, va di moda ergersi a “paladini” di categorie (a volte genericamente individuate) e così si assiste a chi “difende” i consumatori, a chi “difende” i disabili, a chi “difende” gli anziani, ecc. ma in realtà spesso si difende altro… la politica dell’UE in tema di sussidi all’agricoltura e attività collegate - come ampiamente noto - appare poi essere sempre più una “regalia” per lobbies e un vero e proprio affronto verso i popoli dei paesi in via di sviluppo. la miopia di questo atteggiamento non sfugge a chi esamini la situazione “sine ira et studio”.


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