B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

A Milano una piazza brasiliana

Il concerto di Alceu Valença, tenutosi domenica scorsa, è stato l’occasione per tornare a gironzolare nella “Piazza Brasile” del festival LatinoAmericando di Milano, dove si trovano le principali attrazioni verdeoro dell’edizione 2007. Tra esse, la mostra fotografica di Ruy Teixeira, da cui è tratto lo scatto che vi proponiamo.

La rassegna di immagini è ospitata nello stand dell’Istituto Brasile-Italia, posizionato lungo uno dei lati della praça, all’interno del quale Emerson Caneli orienta i visitatori con gentilezza e competenza. A fianco, una piccola bottega esoterica propone la lettura dei búzios, le conchiglie da cui si ritiene possibile ricavare indicazioni sul proprio destino. Tra candele, incensi, defumador, statuette di Sant’Antonio e di Yemanjá, si realizza un perfetto compromesso sincretico tra cattolicesimo e religiosità di origine africana, in un ideale connubio Italia-Brasile. Anche se mancano all’appello San Gennaro e Oxossi, che non vediamo esposti sugli scaffali.

Nei negozietti sono in vendita bikini così minuscoli da sembrare miniature, bandiere, bandana, braccialetti e magliette di tutti i tipi, in un trionfo giallo-verde. Ed è stata proprio una serata trionfale, quella di domenica, con la vittoria della Seleção sull’Argentina per 3-0, nella finale della Coppa America di calcio. Qualche televisore acceso, birra gelata in mano e tifo indiavolato, come fossimo nel più comune boteco brasiliano. Un boato che, alla fine, si trasforma nel grido: «É cam-pe-ão!».

Al centro della piazza, appena il deejay termina di mixare Mv Bill, Luciana Mello, pagode e funk carioca, tutte le sere Ana Flora intona classici della música popular brasileira. Una pausa solo per lasciare spazio al concerto sul palco principale, poi si riprende fino alle 3.

Mentre risuona una batucada del G.r.e.s. (Grêmio Recreativo Escola de Samba) “Feliz da vida”, superato un ponticello, raggiungiamo il “Clube do vaqueiro” dove un gruppo non di mandriani ma di statuarie bellezze femminili, capitanate da Angélica, introduce non a evoluzioni da rodeo (per quelle c’è un toro meccanico, a un centinaio di metri) ma alle delizie del ródizio, il giro delle succulente carni brasiliane, servite al tavolo su spiedoni, praticamente a volontà. Per gli indecisi, c’è un assaggio gratuito di caipirinha, giusto per fare il primo passo e rompere il ghiaccio.

E per gli orfani dell’acarajé (quest’anno al festival il classico panzerotto baiano di farina di fagioli e gamberi secchi, fritto nell’olio di dendê, non si trova) in piazza ci sono anche pastel e salgadinhos.

Praça Brasil, un piccolo angolo del mio paese, all’ombra della tangenziale ovest.

(Carolina Virgilio)

L’autrice, ristoratrice e gastronoma brasiliana, conduce una omonima rubrica di dialogo con i lettori sul Forum Musibrasil.

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