B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Esclusivo. In diretta dalla «macelleria brasiliana»

                               

Alcuni giorni fa l’ex vicequestore Michelangelo Fournier, per descrivere la sanguinosa irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, ha parlato di «macelleria messicana». Si tratta – come noto – di una vicenda del 2001, che all’epoca l’attuale ministro degli Affari esteri Massimo D’Alema descrisse come una «notte cilena».

Io vi parleró invece di quanto sta accadendo nelle odierne «notti brasiliane», in una «macelleria brasiliana», ai sei italiani detenuti in condizioni disumane in Rio Grande do Norte. E lo faró perché non è mai troppo presto per dire la verità e perché di attendere sei anni non me la sento. 

Negli atti di cui abbiamo conoscenza si parla di scioperi della fame, varie flebo ricostituenti, operazioni chirurgiche all’ernia col paziente condotto in carcere in stato di anestesia, interventi chirurgici negati con conseguente attentato alla salute del paziente, minacce di morte da parte di altri detenuti, diniego alle visite dei familiari e del legale, tubercolosi, scabbia, trasferimenti immotivati in celle d’isolamento, difficoltá all’acceso dei farmaci.

(Giova in questa sede ricordare che lo sciopero della fame lo stanno facendo veramente: e se non muoiono é solo perché, una volta perduti i sensi, vengono portati in infermeria per una flebo ricostituente, chiamata in Brasile semplicemente soro, ndr). E non taceró, dato che siamo in esclusivo possesso di abbondante quanto completa documentazione, i nomi dei macellai.

Il primo di essi lo mostriamo nella foto sopra: é il giudice Mário Azevedo Jambo, giunto da poco dal Tribunale federale regionale del Sergipe, ed impegnato anche nel caso della «gang dei norvegesi», che coinvolge (udite udite) Edson Arantes do Nascimento, in arte Pelé.

(Jambo é quello in secondo piano al centro, in completo nero, tra il magistrato con gli occhiali e quello cicciottello, seduto scompostamente, ed in camicia verde, ndr). Ne pubblichiamo anche l’indirizzo e-mail, riportato sul sito della Giustizia federale del Rio Grande do Norte: mjambo@jfrn.gov.br .

Chi é interessato potrá eventualmente rivolgergli un appello umanitario, oppure chiedergli chiarimenti, magari per conoscere il perché dei suoi numerosi falsi processuali. E di questi eccone uno, forse neppure il piú grave. Lo scorso 4 giugno Salvatore Borrelli dava inizio allo sciopero della fame e lo annunciava in una lettera indirizzata all’Ambasciata italiana di Brasília, al Consolato italiano di Recife, al Ministero degli Affari esteri ed anche al giudice Mário Azevedo Jambo.

Qui si indicavano con chiarezza le motivazioni di codesta condotta: «per motivi di ingiustizia e DISCRIMINAZIONE della giustizia FEDERAL DEL RIO GRANDE DO NORTE.». La richiesta é chiaramente accompagnata dalla notifica formale dell’avvocato. Il giudice risponde alla manifestazione di protesta solo quindici giorni dopo che Borrelli è giá andato in ospedale per una flebo ricostituente (ha preso la tubercolosi e ha la scabbia), asserendo che se voleva farsi un intervento chirurgico poteva tranquillamente farne richiesta, senza dare inizio allo sciopero della fame.

Ma, come anticipato, Borrelli non ha bisogno di alcun intervento chirurgico, problema che riguarda invece un altro detenuto italiano. Purtroppo in Brasile le richieste dei reclusi presentate dagli avvocati, a differenza delle risposte del giudice, non vengono pubblicate, e approfittando di questo il giudice Jambo ha inteso creare dolosamente confusione negli atti processuali.

Ed al grave crimine di falsitá si aggiunge cosí una vergognosa condotta inumana, che ci obbligherá a marcar stretto la carriera ed il percorso professionale di questo “operatore del diritto”. Tutte cose che giá abbiamo iniziato a fare.Vi salutiamo riportandovi la drammatica epistola con cui Borrelli annuncia lo sciopero della fame.

«FARNESINA-ITALIA

CONSULATO-RECIFE

ANBASCIATA-BRASILIA

GIUDICE FEDERAL-NATAL.RN

TUTTI IMELLI DI COMUNICAZIONE NACIONALI E ITALIANI

Io  sottoscritto SALVATORE BORRELLI atualmente detenuto nel presídio di CAICO RN, BRASILE, ingiustamente comunico a codeste autorita che inizio lo sciopero della fame, e se necesita anche della sete,fino allá mia distruzione per motivi di ingiustizia e DISCRIMINAZIONE della giustizia FEDERAL DEL RIO GRANDE DO NORTE..

In oltre chiedo alle autorita italiana che la mia salma viene trasferito in itália [ napoli ]. Ringrazio il console,lámbasciata di tutto quello che anno fatto per me, ma davanti a um muro di gomma non si puo fare altro. Chiedo scusa di questo mio gesto a mia moglie, i  mie figli, madre,padre e fratelli.

CAICÓ, RN 04/06/2007

Salvatorre Borrelli».

(Francesco Giappichini).

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