B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Brasile, terra di monete alternative

                                              

Sul tema delle monete alternative sono stati scritti fiumi d’inchiostro e vi sono molte esperienze del genere in Brasile, in Italia e nel mondo intero. Spesso si tratta d’iniziative emergenziali conseguenti a gravi crisi economiche (come pochi anni fa é avvenuto durante la crisi argentina), altre volte sono invece pure e semplici esperienze localistiche, magari scevre da particolari significati politici.

In altri casi si tratta della reazione di comunitá disagiate alle fredde regole dell’economia: é il caso dei Palma, la moneta emessa dal Banco Palmas, ed usata con successo presso Conjunto Palmeiras, un enorme quartiere-favela di trantamila abitanti situato a sud di Fortaleza.

E non vanno poi dimenticate le recenti esperienze di Hugo Chávez, contenenti forse un piú marcato messaggio ideologico. Ultimamente si parla poi della cosiddetta Moneta amazzonica, sponsorizzata dalla ong Carbon Currency Foundation.

E nell’universo della rete abbiamo scovato un articolo della stessa entitá che ben descrive questa iniziativa. Buona lettura.

«La moneta ecosostenibile

La Carbon Currency Foundation, www.carboncurrencyfoundation.org, é una organizzazione non governativa (ONG), senza fini di lucro, che opera nei cinque continenti e sta aprendo uma sede a Manaus.

La fondazione ha un progetto ambizioso: creare una moneta ecologica complementare e negoziabile con riserva le foreste pluviali. L’economista italiano Fabrizio Zampieri ha definito il progetto: “un’idea, non tanto fantascientifica e in teoria applicabile”. 

Un’ idea símile, anche se piú ristretta era stata lanciata um pó di tempo fa dal Centro Studi Monetari, con il Progetto Amazonia E3 che intendeva proporre alle autorità brasiliane ed a quelle organizzazioni che ne condividono l’obiettivo una moneta  di cui la Foresta Amazzonica rappresenta la riserva.

Un tempo le monete erano esclusivamente metalliche, quelle più preziose erano in oro ed argento. Infatti, le denominazioni delle valute rispecchiavano una precisa quantità di oro od argento.

Ad esempio, la ghinea inglese corrispondeva a 129,4 grani d’oro fino. Il dollaro d’argento spagnolo corrispondeva a 387 grani d’argento fino. Col passaggio all’uso prevalente delle banconote, i metalli preziosi, soprattutto l’oro, venivano conservati nelle casseforti delle banche come “riserva”.

Ad una determinata quantità di banconote circolanti, corrispondeva una fissa quantità d’oro nelle casseforti, almeno in teoria… Questo è finito nel 1971 quando Nixon eliminò la convertibilità del dollaro con l’oro, da allora si parla di moneta “fiat”, di moneta basata sulla fiducia della gente che la usa.

Nel caso preciso del dollaro, questa fiducia è stata incoraggiata mantenendo la moneta USA come unica moneta utilizzabile per acquistare alcune merci, come il petrolio.

Questo spiega perché geopoliticamente gli Stati Uniti siano così sensibili verso le aree dei giacimenti petroliferi. Se difatti il petrolio fosse scambiato contro euro, la moneta europea diverrebbe automaticamente valuta di “riserva”.

La scuola austriaca d’economia indica questa mancanza di garanzia reale delle monete come causa primaria delle gravi instabilità geopolitiche. Qualsiasi sia la base della riserva di una moneta (oro, petrolio, o - addirittura - droghe, come nella Venezia medievale), questa riserva viene guardata e conservata con molta attenzione.

Da qui nasce l’idea di utilizzare un bene assolutamente da conservare - la foresta - come base a garanzia per una speciale emissione monetaria. Se, come alcuni suggeriscono, si tornasse ad una moneta aurea, ne toccherebbero 25 grammi a testa.

Difatti, l’oro estratto dalla notte dei tempi ammonta oggi a 151 milioni di tonnellate. La popolazione a poco più di sei miliardi. Con 400 euro d’oro a testa, il commercio si paralizzerebbe.

I Carbon Currency Credit o la moneta ecosostenibile non é quindi un’idea tanto lontana dalla realtá e potrebbe salvar ela foresta Amazzonica che tutti considerano il polmone del mondo».

(Francesco Giappichini).

Lascia un commento »»

Musibrasil Radio
Musibrasil Radio