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Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Argentina batte Brasile in casa Usa

Un tempo, nel basket, gli statunitensi erano inarrivabili. Oggi rimangono fortissimi, ma non sono più di un altro pianeta. Persino a casa loro, nella National basketball association, gli stranieri si mettono in grande luce. Come l’argentino Emanuel “Manu” Ginóbili (nella foto, il primo a destra, mentre festeggia), che l’altra sera ha trascinato al titolo 2007 i suoi San Antonio Spurs, grazie alla quarta vittoria consecutiva (83-82) sui Cleveland Cavaliers del brasiliano Anderson Varejão, centro di Espírito Santo che vi avevamo presentato qualche settimana fa.

Questa volta il “Selvaggio” non ce l’ha fatta. Ha menato, ha difeso, ha preso rimbalzi, ha piazzato anche una schiacciatona nell’ultimo minuto dell’incontro, ma non è bastato. Come non sono stati sufficienti ai Cavs i 10 assist, i 24 punti e l’estro di LeBron James, forse il maggior talento puro del basket mondiale, attualmente. Gli Spurs sono stati complessivamente più forti, cosa che avevano dimostrato anche prima dei play-off, durante la stagione regolare.

E il 29enne argentino di Bahia Blanca, visto in Italia a Reggio Calabria e alla Virtus Bologna, detto “El narigon“, ci ha messo 27 punti, di cui 13 nell’ultimo quarto, risultando il miglior realizzatore della partita. Il connazionale Oberto, autore di un paio di canestri nei momenti decisivi, ha reso completa la vittoria biancazzurra nel derby del Sudamerica. 4-0 per gli Spurs nella serie e quarto titolo in otto stagioni per una franchigia che può contare anche sui fuoriclasse Tim Duncan e Tony Parker. Stranieri pure loro, delle Isole Vergini il primo, francese il secondo.

Insomma, il modello yankee s’incrina anche sotto i tabelloni. Peccato per il Brasile, che dovrà attendere per vedere un proprio giocatore infilarsi per la prima volta l’anello di “World champion“, come si autodefiniscono i vincitori della lega professionistica a stelle e strisce. Ma per Varejão rimane la soddisfazione di essere arrivato a giocarsela, fino in fondo. Sarà per un’altra volta.

(A. Forni)

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