B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

San Paolo, ecco l’orgoglio evangelico

                                                        

Il pezzo che oggi presentiamo é stato scritto da Roberto Taddeucci per il portale Gay.it. Dá quindi una lettura sanamente partigiana della grande marcia degli Evangelici celebratasi lo scorso 7 giugno a San Paolo. Noi, pur riconoscendo validitá e soprattutto un elevato grado civiltá alle rivendicazioni del mondo gay, brasiliano e non, preferiamo una visione piú fredda e disincantata del conflitto sociale che in Brasile contrappone queste universi tra loro diversissimi ed antitetici: da una parte quello omosessuale, ed in generale laico, dall’altra quello protestante, o comunque eticamente conservatore.

Nel Paese delle grandi contraddizioni, che sforna indifferentemente sia il pilota di Formula 1 che il famoso menino della favela, é invero questo l’unico fronte caldo, su cui ci si accalora tanto nelle stanze della politica, quanto nel piú umile dei barzinho. E si tratta di contrapposizioni nette, che non ammettono dialogo, né le tipiche mediazioni della politica.

Un po’, a pensarci bene, come quella de noantri tra «berlusconiani» e «comunisti».

«Brasile: un milione di evangelici in marcia contro i gay

A tre giorni dal Gay Pride la “marcia per Gesù” organizzata dalle chiese evangeliche brasiliane si è trasformata in una marcia avvelenata dove omosessualità e satanismo erano allegramente mescolati. Sono stati più di un milione, secondo i dati delle autorità, i fedeli delle chiese evangeliche cristiane che si sono riuniti nella città di San Paolo per una sorta di “anti-gay pride” tenuto in occasione delle festività del Corpus Christi cattolico.

La “Marcia per Gesù” più che essere una forma di devozione verso la figura di Gesù è stata trasformata in una dimostrazione di forza contro la minoranza omosessuale. Montati su carri con grandi altoparlanti scanditi slogan come quelli del pastore Andre Fabiano, che incitava al microfono “Vade retro satanismo! Vade retro omosessualità”, un’accoppiata astrusa quanto demenziale, che però evidentemente ben si adattava al clima generale.

Nonostante più della metà del totale del miliardo di cattolici del pianeta siano in Sud America la fortuna delle chiese pentecostali in Brasile, in enorme crescita, è rinforzata proprio dalla crisi spaventosa in cui versa la Chiesa cattolica, che deve affrontare un’emorragia di fedeli che sembra inarrestabile e a contrastare la quale ben poco sembra essere servita la recente ‘visita pastorale’ di Benedetto XVI.

Non che queste nuove chiese non abbiano i loro problemi. Stando a quanto riportato dall’Associated Press infatti alla marcia di quest’anno brillavano per la loro assenza due dei pastori evangelici che se la sono inventata, Estevam Hernandes Filho e Sonia Haddad Moraes Hernandes.

Non c’erano perché al momento in arresto negli Stati Uniti per aver cercato di introdurre illegalmente 56.000 dollari in contanti, nascosti un po’ maldestramente in una Bibbia cava e nello zainetto del figlio. Tuttavia pare che i dimostranti, tra un urlo omofobo e l’altro, abbiano dimostrato ai due tutta la loro solidarietà.

Domenica sarà il turno del Gay Pride, il più grande del mondo (vedi foto), al quale lo scorso anno hanno partecipato 2 milioni e 800mila persone».

(Francesco Giappichini).

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