B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Cesare Battisti torturato, vergogna

                                                         

«Due agenti l’hanno chiamato figlio di puttana e uccisore di poliziotti. Hanno aggiunto che il Brasile non é l’Italia. Il denunciante non ha risposto. Ad un certo momento uno degli agenti ha preso il suo braccio storcendoglielo. Un altro gli si é avvicinato da dietro e l’ha colpito col ginocchio sulla schiena.

L’agente che continuava a torcergli il braccio gli ha anche dato un calcio sulla gamba. Gli stessi agenti l’hanno obbligato a farsi la barba senza bagnarsi la faccia». Complimenti, visto che ha passato abbondantemente la cinquantina. Il testo sopra riportato fa parte della denuncia che Cesare Battisti ha inviato al Tribunale supremo federale brasiliano; denuncia che deve essere stata presa sul serio, dato che ne ha provocato il trasferimento dal carcere di Papuda presso un piú civile centro detentivo, questa volta gestito, anziché dai comuni secondini, dalla Polizia federale. 

I fatti sono occorsi – ci risparmiano l’uso ipocrita del condizionale – lo scorso 16 maggio, quando Battisti é stato trasferito nel suddetto carcere. Va premesso che codesti comportamenti delle cosiddette autoritá carcerarie brasiliane sono all’ordine del giorno; e non sono certo degni d’un Paese che vuole assurgere al ruolo d’una grande potenza mondiale che vende quella cosa strana chiamata etanolo, ma tutt’al piú di un’enorme foresta popolata da selvaggi, che su in cima agli alberi mangiano e vendono banane.

Se non fosse che a me piacciono sia le foreste che gli alberi di banane. Anche perché, se proprio vuoi fare il filho da puta, cerca di esser furbo e fallo quando sai che il tuo comportamento non sará, per cosí dire, divulgato ai quattro venti. E se ne scrivo adesso su questo spazio, oltre che filho da puta sei anche un coglione.

Doppiamente grave. Quindi vergogna. Vergogna anche sull’altro lato dell’Atlantico; vergogna per tutti quelli che in Italia invocano la legalitá quando fa loro comodo. Adesso Romano Prodi e Clemente Mastella cosa fanno, se ne stanno con le mani in mano? É forse legale il comportamento dei carcerieri brasiliani?

Spero che inviino una nota all’ambasciatore Michele Valensise, non lasciandogli l’esclusivo ruolo di taglia nastri, perché per quello c’erano le affilatissime forbici di mia nonna. Spero di non dover gridare «vergogna» anche ai media italiani: sino ad ora dei fatti ha dato notizia solo l’agenzia giornalistica Agr, ripresa dalle Ultim’ora del Corriere della Sera.

Ci pare un po’ pochino, ma forse i corrispondenti italiani in Brasile, la notte, sono piú intenti a ballare un buon samba.

(Francesco Giappichini).               

3 risposte a Cesare Battisti torturato, vergogna »»


Commenti

  1. Commento di um_brasileiro | 2007/06/07 alle 13:31:28

    Caro Francesco, io penso che quello che si deve vergognare sei tu che continui a dare appoggio a un terrorista (e quindi assassino)…
    Ma non pensi alle famiglie distrutte dai terroristi (come lui)?
    Non pensi a chi deve vivere su una sedia a rotelle grazie alla violenza dei terroristi (come lui)?
    Non pensi alle vittime innocenti degli attentati?
    No, tu invece giustifichi la violenza come metodo per imporsi (imporre cosa, poi? te lo sei chiesto?) e sei pronto a correre in soccorso di un terrorista senza nemmeno preoccuparti se quello che denuncia è vero o è solo una scusa per ottenere di nuovo la libertà che ha usurpato in questi anni.
    Certo, se quello che lui denuncia fosse vero sarebbe da condannare (anche se è un terrorista ha diritto ad un trattamento umano) ma a quelli come te, la violenza interessa solo quando è diretta verso i vostri amici… mai quando è rivolta verso chi è onesto e pacifico ma sconosciuto.
    Per questo io dico: VERGOGNATEVI

  2. Commento di um_brasileiro | 2007/06/07 alle 17:34:21

    che fine ha fatto il mio commento?

  3. HCL
    Commento di HCL | 2007/06/09 alle 21:15:02

    Un_brasileiro penso che cosí come he giusto permettere che un pluriassassino come Cesare Battisti sporga le sue denunce, io trovo giusto che un cittadino esprima il suo pensiero.
    Che quesdto suo pensamento sia contrario al mio o al tuo poco importa.
    Come disse Voltaire io vado ripetendo “Odio quello che tu dici, ma sono disposto a dare la vita per il tuo diritto di dirlo” (spero di averlo riportato nel modo corretto).
    Io sono un ex “polizziotto”, e conoscevo l’agente Andrea Campagna, ucciso il 19 Aprile 1979 dal Cesare Battisti.
    Io ritengo personalmente il Battisti un grande bastardo, un infame, uno che merita molto piú di quello che i “frachi” poliziotti brasiliani gli hanno inflitto, ma pur augurando allo stesso le piú dolorose torture riconosco anche che abbia il diritto di parlare (almeno finche e vivo).
    Ma come ha il diritto di parlare il Cesare Battisti, ha pure il diritto di parlare anche Francesco, senza vergognarsi.
    Che poi io sia, o non sia, daccordo con le sue idee, questo nulla toglie.
    Riconoscere la libertá di parola é una delle piú grandi conquiste democratiche, non vanifichiamo questo diritto solo perché qualcuno canta fuori dal coro, cadrebbe la casa democratica, e finiremo mella dittatura, dove solo parla chi é preventivamente autorizzato da qualche organo che stabilisce quello che si puó dire e quello che non si puó dire.
    Ma attenti, perché se esistesse la censura delle parole un Cesare Battisti qualsiasi neppure potrebbe parlare.


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