B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Amnesty, Brasile bocciato

                                        

Pochi giorni fa Amnesty International ha pubblicato l’ormai celebre Rapporto Annuale 2007, che documenta la situazione dei diritti umani nei vari Stati del mondo. La relazione dedicata al Brasile, che ovviamente non possiamo trascurare, ci pare indicare una sostanziale bocciatura del Paese sudamericano; anche se qualche fan verdeoro ad oltranza potrebbe obiettare ricordandoci il proverbio mal comune mezzo gaudio, dato che la nota ong é andata giú duro con diverse nazioni, ed anche la Svizzera s’é beccata la sua bella ramanzina.

Ed invero sono stati rimarcati anche i (pochi) progressi che il Governo Lula é riuscito a portare a termine in questo delicato settore. Insomma ci pare di leggere tra le righe, tanto per usare il linguaggio scolastico, un sonoro 5+… Piú sotto vi riportiamo l’impietosa introduzione, mentre a beneficio di chi volesse saperne di piú linkiamo il “rapporto Brasile” nella sua totalitá.

Buona lettura! 

«Brasile

Repubblica Federativa del Brasile

Capo di Stato e di governo: Luiz Inácio Lula da Silva

Pena di morte: abolizionista per i reati ordinari

Statuto di Roma della Corte penale internazionale: ratificato

Problemi all’interno dei sistemi di pubblica sicurezza, carcerario e giudiziario, fra cui sistematiche violazioni dei diritti umani, hanno contribuito a mantenere costantemente alti i livelli di crimine violento. Le comunità più povere sono risultate maggiormente colpite dalle decine di migliaia di morti causate da armi da fuoco.

Ben oltre un migliaio di persone sono state uccise in scontri con la polizia in incidenti classificati come “resistenza seguita da morte”, molti in situazioni riconducibili a un uso eccessivo della forza o a esecuzioni extragiudiziali. La tortura ha continuato a essere diffusa e sistematica.

L’accesso alla terra ha continuato a rappresentare un elemento centrale nelle violazioni dei diritti umani, che hanno visto, tra l’altro, sgomberi forzati e aggressioni violente nei confronti di attivisti per i diritti alla terra, membri di movimenti contro la costruzione di dighe, popolazioni indigene e movimenti di occupanti abusivi nelle città.

Molte persone hanno continuato a lavorare in condizioni equiparabili a schiavitù o lavoro forzato. I difensori dei diritti umani hanno continuato a essere oggetto di minacce e aggressioni».

(Francesco Giappichini).

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