Anche gli evangelici nel loro piccolo si incazzano
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Gli evangelici brasiliani che vivono a Milano si sono arrabbiati col Papa. Non hanno accettato e non accettano l’idea che vuoi da parte del Ponteficie stesso, vuoi da parte dei media papisti e dei papisti tout court, si continui a definirli sprezzantemente come sette.
E secondo noi un po’ di ragione ce l’hanno pure, visto che anche fossero effettivamente delle… sette, non sarebbe giusto gridarglielo in faccia. E infatti il nostro Codice penale punisce per delitto d’ingiuria il dar del ladro al ladro e della puttana alla puttana.
Ma poi sono effettivamente delle sette? Rispondere cosÃ, su due piedi, in una sede tanto allegra e frizzante qual é il nostro Blog, ci pare sinceramente un po’ troppo. Da una parte é vero che nel mondo evangelico brasiliano il denaro ha sin troppa importanza, dall’altra parte si dovrebbe pur tener conto che molte di queste confessioni sono a tutti gli effetti affiliate all’universo del protestantesimo, riconosciuto e rispettato sia dallo Stato italiano che dalla stessa Chiesa cattolica.
Insomma vi invitiamo alla lettura d’un nostro articolo sul mondo evangelico verdeoro, non recentissimo, ma – crediamo - ancora attuale: s’intitola Sempre piú evangelici in Brasile. Piú in basso potete invece leggere la lettera di protesta del Pastore Roselen Boerner Faccio, della Chiesa Evangelica Ministero Sabaoth – Milano, che abbiamo tratto dal portale Icn News.com Quotidiano d’informazione.
«Evangelici in Brasile: Lettera aperta a Benedetto XVI
Testo della lettera che il Pastore Roselen Boerner Faccio della Chiesa Evangelica Ministero Sabaoth - Milano ha inviato a Benedetto XVI.
Caro Papa,
sono il Pastore di una delle maggiori Chiese Evangeliche di Milano e sono italo-brasiliana, perciò conosco bene la realtà della Chiesa Evangelica in Brasile e nel mondo. Mi rivolgo a Lei con tutto il rispetto, chiedendoLe perché si preoccupa tanto della crescita delle Chiese Evangeliche in Brasile e non si preoccupa invece di quel 75% dichiarato di Cattolici che la mattina vanno a messa e il pomeriggio si dedicano a rituali spiritistici di matrice afro-brasiliana: macumba, umbanda, quimbanda, candomblé, ecc. Persone che al mattino prendono l’eucarestia e qualche ora dopo invocano gli spiriti (dati ufficialmente forniti anche dall’I.B.G.E. - Instituto Brasileño de GeografÃa y EstadÃstica).
Il Brasile è in assoluto il Paese più spiritista al mondo. Gli spiritisti leggono il vangelo secondo l’interpretazione di Allan Kardec e sono spesso assidui frequentatori delle Chiese Cattoliche: per questo si considerano “cristiani”.
Dal 1980 ad oggi il numero dei seguaci dello spiritismo è nettamente diminuito proprio grazie alle Chiese Evangeliche, che li hanno istruiti nella Parola di Dio. Dispiace dirlo, ma la Chiesa Cattolica è rimasta in disparte.
E’ altresì vero che in Brasile la chiesa cattolica si è maggiormente sviluppata e il numero delle vocazioni è cresciuto proprio grazie alla presenza del Rinnovamento dello Spirito, movimento carismatico nato in America nel 1967 proprio ad opera di un gruppo di giovani cattolici, desiderosi di sperimentare il tipo di spiritualità evangelica.
Ha mai assistito alle loro messe? Pregano con le mani alzate come noi Evangelici, cantando le nostre canzoni. Un esempio per tutti è Padre Marcelo Rossi, sacerdote che nelle sue messe “raccoglie più gente in una messa di tutti gli altri preti di San Paolo messi insieme, ed è in testa alle hit-parade “(dal Corriere della Sera dell’11 maggio 2007).
E ancora: lo sa che i Sacerdoti brasiliani si rivolgono a noi Pastori chiamandoci “fratelli”? Dovremmo noi, come Cristiani, essere dispiaciuti del fatto che un sempre maggior numero di persone viene a conoscenza della Verità in Gesù Cristo, solo perché non frequentano la nostra Chiesa?
Mi chiedo perché, invece di unirsi a noi per predicare il Vangelo al mondo, Lei parla in modo da suscitare divisioni. Nelle Sue dichiarazioni si rivolge a noi definendoci “setta”. Ma Lei sa bene che gli Evangelici, ossia i Protestanti, sono Cristiani tanto quanto i Cattolici (anzi, da sempre dottrinalmente più preparati).
Invece di gioire nel vedere una nazione sposare il Vangelo con verità e coerenza, Lei ci attacca e ci denigra, complice il sistema mediatico che spesso si ferma alla superficialità delle notizie. Mi vengono in mente le parole di Gesù in Marco 9:38,40:”Giovanni gli disse: “Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri”.
Ma Gesù disse: “Non glielo proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. Chi non è contro di noi, è per noi.” Con tutto il rispetto dovuto alla Sua persona, devo dirLe che le Sue parole mi recano un’enorme tristezza».
(Francesco Giappichini).

