B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Complimenti all’editorialista Ronnie!

                                

Sulla rivista glamour GQ, ripresa dal portale “Real Soccer.it”, il bomber del Milan e della Seleção Ronaldo racconta un po’ di sé e del suo Brasile. Del resto sta giocando bene, é tornato di moda, come il suo Milan, quindi le riviste piú patinate  - inevitabilmente - lo stanno marcando piú stretto che mai.

In questo caso vogliamo peró riportare le sue parole (una parte dell’articolo) perché, a dispetto di quanto possa dirsi sul suo conto di “sciupafemmine” et similia, ha detto cose intelligenti. Forse piú intelligenti rispetto ai tanti sproloqui geopolitici che stanno in questi mesi avviluppando l’informazione sul Paese verdeoro.

Un esempio? Ultimamente ho sentito parlare troppo di etanolo, ma per sentire parlare della sanitá pubblica che non funziona ho dovuto aspettare l’”editorialista” Ronaldo. Cui dunque vanno i miei complimenti!

«Ronaldo: “Il Brasile, un paese che cresce troppo lentamente”

“Quando penso al Brasile, penso a un Paese che cresce con una lentezza ingiustificabile. Cambiano molte cose ma alcune restano li’, troppo simili a come erano quando ero bambino. La sanita’ pubblica non funziona. Vai in un ospedale e capisci quanta strada c’e’ da fare.

C’e’ sempre troppa gente costretta a soffrire, faticare, patire per conquistare diritti essenziali. Questo succede dentro un Paese che ha energie enormi, potenziali giganteschi. Tutte cose svendute, date via a niente”. Cosi’, Luiz Nazario da Lima, alias Ronaldo, racconta, alla rivista ‘GQ’, il suo Brasile, un Paese ancora in fase di sviluppo.

L’attaccante del Milan parla del suo luogo di nascita, Bento Ribeiro: “Nelle mie biografie hanno scritto spesso che e’ una favela, forse perche’ molti pensano che in Brasile non esistano vie di mezzo: o stai a Copacabana o stai nella favela. Invece Bento Ribeiro e’ un posto molto diverso, popolato da persone modeste, da una piccola borghesia.

Gente che cerca di uscire dalla poverta’”. Giocare a calcio e’ sempre stato il suo sogno. E’, pero’, grazie all’aiuto della mamma, se Ronaldo e’ diventato uno dei piu’ forti giocatori del mondo. Lui stesso ammette che sua madre e’ stata decisiva per la sua carriera: “Non c’e’ un momento preciso in cui realizzi che la tua vita e’ cambiata.

Non ricordo di aver pensato: ecco, ora sono a posto. Pero’ ricordo di aver pensato: posso comprare una casa per mia madre, posso comprare una casa per mio padre».

(Francesco Giappichini).

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