Fidel, «non incolpo Lula»
Ieri primo di maggio tutti attendevano – come noto – la ricomparsa in pubblico di Fidel Castro, dopo la difficile operazione all’intestino. A Cuba la sfilata del Primo maggio é un appuntamento istituzionale molto importante, e si erano create molte aspettative in questa direzione.
Niente da fare; si dovrá attendere, con buone probabilitá, il prossimo 26 luglio, anniversario dell’assalto alla Caserma Moncada e festa nazionale cubana. Comunque il líder maximo non é rimasto in “silenzio”, e, come da un po’ gli capita, si é messo a scrivere un editoriale sulla stampa nazionale.
E quello pubblicato ieri a noi interessa particolarmente, dato che si apre con un suggestivo «non ho nulla contro il Brasile». Dal quotidiano Adelante abbiamo riportato la prima parte dell’articolo, quella appunto dedicata al Brasile e a Lula. Buona lettura!
«È immediatamente necessaria una Rivoluzione Energetica
Non ho nulla contro il Brasile. A non pochi brasiliani, continuamente martellati con argomenti in un senso o nell’altro, capaci di confondere persone tradizionalmente amiche di Cuba, potremmo sembrare dei guastafeste a cui non importa compromettere le entrate nette in valuta estera di quel paese.
Tacere sarebbe per me scegliere tra l’idea di una tragedia mondiale ed un supposto beneficio per il popolo di quella grande nazione. Non incolpo Lula ed i brasiliani delle leggi oggettive che hanno retto la storia della nostra specie. Sono solamente trascorsi sette mila anni da quando l’essere umano ha lasciato orme palpabili di ciò che è giunta ad essere una civilizzazione immensamente ricca per cultura e conoscenze tecniche.
I suoi progressi non sono stati raggiunti contemporaneamente, né nel medesimo luogo geografico. Si può affermare che, a causa dell’apparente immensità del nostro pianeta, in molti casi non si conosceva l’esistenza di una o di un’altra civilizzazione. Per millenni, l’essere umano non ha mai vissuto in città di venti milioni d’abitanti come San Paolo o Città del Messico, o in comunità urbane come Parigi, Madrid, Berlino ed altre, dove transitano treni su rotaie o su cuscinetti d’aria, a velocità superiori ai 400 chilometri l’ora».
(Francesco Giappichini).

