Gay brasiliani vs Papa
La comunitá omosessuale brasiliana - come si puó leggere nell’articolo di Daniele Stefanoni pubblicato sul magazine Babilonia - ha dichiarato guerra al Papa. La tempistica é stata perfetta, visto che il 9 maggio, come arci-noto, Benedetto XVI sbarcherá in Brasile. In un blog come si deve dovrei commentare la notizia, ma giá parlo molto di Chiesa cattolica e Vaticano, e non vorrei annoiare i lettori con ulteriori elucubrazioni e sproloqui.
Ma quello che forse i gay brasiliani non sanno - e comunque non saró io a dirglielo a meno che non leggano questo spazio - é che per le Edizioni Malatempora uscirá proprio il 12 maggio un libro cattivissimo. L’autore é Angelo Quattrocchi, e come s’intitola questa curiosa pubblicazione non ve lo diciamo, perché é cattivissimo anche il titolo; comunque vi linkiamo un’interessante recensione, tratta dal portale Gay.tv.
Non ci resta quindi che augurarvi una buona lettura della recensione e del pezzo citati.
«Ratzinger: i gay brasiliani dicono “No, Grazie”
Fervono i preparativi per la prossima visita di papa Ratzinger in Brasile, in programma dal 9 al 13 maggio prossimi. La comunità glbt locale si sta già organizzando per un progetto ambizioso che ritiene fondamentale: comunicare al Papa tedesco tutto il proprio disappunto per l’ostilità verso la causa gay.
Sono già in preparazione centinaia di volantini e striscioni recanti scritte come ” in Brasile tutti hanno il diritto di andare e venire, però per la comunità omosessuale, papa Benedetto XVI non è il benvenuto”. La Chiesa locale è già in fermento, ma questo non è che l’ultimo atto di un rapporto difficilissimo tra gay e Chiesa Cattolica.
I primi attivi sul fronte della diffusione del preservativo e della tolleranza delle unioni omosessuali, la seconda intransigente verso prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili attraverso i condom e ostile alle famiglie gay. A guidare la festa anti-Papa, nella città di Nova Igua, municipio della regione metropolitana di Rio, una donna si travestirà da Pontefice romano scandendo gli slogan dei manifestanti e guidando un lungo corteo».
(Francesco Giappichini).

