B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Il brasiliano a Milano

               

Non sono milanese, non ho mai vissuto a Milano e non sono neppure brasiliano. Forse dunque sono la persona meno adatta per un messaggio che parli della vita e della quotidianitá dei brasiliani a Milano. Peró l’articolo a firma di Franco Vanni, apparso sulle pagine milanesi di Repubblica, ci ha incuriosito.

Se non altro perché é documentato, frizzante e ruffiano quanto basta; e poi alcuni punti di ritrovo lí indicati hanno ormai raggiunto fama nazionale. Sarebbe interessante sapere cosa pensano i brasiliani del capoluogo lombardo, a prima vista uno dei posti meno… brasiliani della Terra.

Di certo l’emigrante verdeoro é sí capace (e desideroso) d’integrarsi anche in contesti a lui estranei, ma non dimentica mai che l’obiettivo primario deve essere il ritorno in patria col bel gruzzoletto. E cosí via libera ai sogni: la fazenda, l’appartamento sul lungomare o l’acquisto d’una lucrosa attivitá commerciale.

Con le dovute, peraltro numerosissime, eccezioni, s’intende. Ma a questo punto non ci resta che augurarvi buona lettura!

«Brasiliani. Tra peixada e feijolada manca solo il Carnevale

Fare la spesa è facile: si importano riso e fagioli neri, le felpe griffate, i cd di elettro-bossa e perfino lo shampoo. Tra le curiosità: va molto la manicure stile carioca. A Milano un quartiere brasiliano non esiste. Come non esistono strade invase dal profumo della carne cotta all´aperto nella farina di manioca.

O viali elettrizzati dalle danze e dai tamburi nei giorni di Carnevale. Eppure i brasiliani, e la loro cultura, ci sono. Quello che manca è solo il folclore da cartolina. Perché chi lascia il Brasile per Milano lo fa per lavorare duro, spesso sognando di potere un giorno tornare a casa.

E perché la comunità è bene integrata, e geograficamente distribuita: sono 6800 i brasiliani che vivono fra Milano e Provincia. Solo in città - stima la Fondazione Ismu - 3600. Una minoranza lavora nelle tre grandi aziende brasiliane con uffici a Milano: la compagnia aerea Tam, il Banco Brasil ed Embraco, multinazionale dell´elettricità.

Gli altri sono commercianti, camerieri e ristoratori, operai e uomini d´affari, collaboratori domestici. Donne, soprattutto. Il 56 per cento della comunità. Poi, ci sono gli studenti universitari. E per farsi un´idea di cosa ci sia a Milano del Brasile più vivo, bisogna seguire la mappa dei loro spostamenti.

I giovani brasiliani snobbano i molti ristoranti da churrasco, anche i più noti come il Berimbau (via Marghera 43, tel. 02/4987550), frequentato da calciatori e yuppie nostrani, o il Balanca (via Binda 19, tel.02/36508180), che alla carne associa spettacoli in costume.

Vanno a cena al Copacabana (via Tartini 13, tel. 02/39313142) piccolo ristorante di design dove, oltre alla peixada di spada e gamberi con latte di cocco, si trova una collezione di cd di musica elettro-bossa. I vestiti disegnati da giovani stilisti brasiliani li comprano da Brasil Artes (via Paganini2, tel. 02/36553913), dove si trovano felpe colorate griffate «Favela Hype», e martedì alle 23.30 ascoltano su Radio Popolare (107.60) il programma-culto Avenida Brasil.

O prendono in prestito libri di narrativa contemporanea all´istituto Ibrit (Via Borgogna 3, tel.02/76011320), che organizza corsi di portoghese. A ballare i ritmi dell´axè, musica di Bahia, si va venerdì e sabato sera al Colony Brazil (via Cellini 2, tel.339/6972181).

Da Carla Brasil (via Andrea Doria 42, tel. 02/66981185) si trovano bandiere, souvenir e calzoni verde-oro; gli stessi che si indossano alle lezioni dell´associazione Capoeira da Angola (via Angelo della Pergola 15, tel.02/69018360), o alle esibizioni di Mitoka Samba, orchestra di 32 percussionisti che ogni mercoledì alle 21 suona alla cascina Bellaria (via Bellaria 90, tel.339/6382357).

La spesa invece, tutti o quasi, la fanno a Plaza Latina (via Volta 12, tel. 02/9007123), dove si trova il «kit feijoada», carne assortita da cucinare con riso e fagioli neri, ma anche lo shampoo Seda, lo stesso che utilizza Ricci e Capricci (Galleria Torino, tel. 02/72094510), parrucchiere specializzato in «manicure brasiliana» trattamento delle unghie di cui, assicura Kaila, arrivata da Belèm, «molte signore del centro di Milano oramai non ne possono fare a meno»».

(Francesco Giappichini).

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