B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

É lotta per la… Calabria del Sud

                     

La bandiera brasiliana potrebbe guadagnare una nuova stella e la federazione “arricchirsi” d’un nuovo stato federato. Il moto indipendentista non ha luogo, questa volta, nell’orgoglioso Rio Grande do Sul, ma nello stato piú povero del Brasile, nello “sgarruppato” Maranhão.

O meglio, nell’interior, nel sud dello stato, la cui popolazione freme d’autonomia nei confronti di São Luis. Insomma si auspica la formazione d’un nuovo stato federato, con capitale Imperatriz, che dovrebbe chiamarsi Maranhão do Sul. A livello istituzionale i passi avanti sono ormai molti: un progetto di legge si trova giá nel Parlamento di Brasília e dopo il voto favorevole delle due Camere si aprirebbe la via al plebiscito popolare.

Pare che l’idea abbia giá conquistato il favore del potente clan Sarney e comunque gli indipendentisti fanno notare che il “movimento” avrebbe tradizione secolare, che la parte meridionale dello Stato ha ben pochi legami economico-commerciali col nord maranhense e che anche a livello culturale vi sarebbero rilevanti differenze.

E in effetti la tradizione del bumba-meu-boi al sud é decisamente secondaria. In realtá gli “irredentisti” aspirano, con questa mossa, a dar nuovo vigore alla cittá d’Imperatriz che, dopo la corsa all’oro di qualche decennio fa - forse qualcuno ricorda le avventure nel garimpo de Serra Pelada - é in assoluta decadenza.

Il clima torrido non aiuta nessun tipo d’approccio turistico, ma anche sotto il profilo della criminalitá e dei servizi alla popolazione la situazione é abbastanza critica. La mossa quindi non va interpretata come spinta centrifuga ma… centripeta: ci si vuole cioé avvicinare al centro alla Federazione, non fuggirne.

In definitiva i sul-maranhenses vorrebbero una bella universitá federale con tanti bei professori paolisti biondi e con gli occhi azzurri, una bella stazione della polizia federale che porti una parvenza di ordem e progresso nel generalizzato pistolagem dell’area, ove per trovare jagunço e fazenda non é necessario leggersi Guimarães Rosa.

E soprattutto si spera che questa indipendenza porti soldi e infrastrutture. Senza considerare che ci sarebbe spazio per un nuovo governatore e per tutta la pletora di portaborse che ne consegue. Ma nonostante tutto questo, e col il rispetto che meritano queste iniziative come questa, a me la cosa continua ad apparire ridicola.

Come se nel terzo millennio si volessero risolvere i problemi della Calabria creando la Calabra del Sud, con capoluogo Reggio Calabria. E speriamo che i fautori dei “moti di Reggio” non ci sentano.

(Francesco Giappichini).

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