B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Fernanda (tutt’altro che) Lessa

 

C’è un po’ di Brasile nello scandalo tutto italiano di “Vallettopoli” (o “Vippopoli” o “Paparazzopoli”, se volete), che occupa le prime pagine dei quotidiani e le copertine dei rotocalchi nel nostro Paese. Prima per lo scoppio del bubbone, avvenuto qualche giorno fa, ieri e oggi per le polemiche su diritto di cronaca, tutela della privacy e liceità dello strumento delle intercettazioni telefoniche.

Fernanda Lessa (nella foto), top model, deejay e conduttrice televisiva brasiliana da tempo attiva in Italia ha ammesso l’uso personale di stupefacenti e gli incontri con alcuni personaggi eccellenti della Milano-bene. Una sua conversazione al cellulare con una persona non identificata recita: «Ma come ci vediamo stasera? Con o senza?». Dove il “con o senza” si riferisce, secondo gli inquirenti che l’hanno ascoltata, alla cocaina.

I fatti partono dall’arresto, avvenuto lunedì, del fotografo Fabrizio Corona, nell’abito dell’indagine della procura di Potenza su un giro di ricatti a imprenditori, sportivi e personaggi dello spettacolo. Divieto di espatrio anche per il pierre, ex barista ed ex parrucchiere Lele Mora che, secondo le accuse mosse dal procuratore John Henry Woodcock, forniva indicazioni su vizi e cattive abitudini di decine di popolari personaggi di sua conoscenza. Pedinato, stanato e colto sul fatto il vip di turno, i paparazzi al soldo di Corona scattavano foto non desiderate, con cui il fotografo attuava vere e proprie estorsioni minacciando di pubblicare il servizio compromettente. Denunciati pure traffici legati allo spaccio di droga e a un giro di prostituzione, per il quale è finito agli arresti domiciliari il regista e produttore di film pornografici Riccardo Schicchi.

Oltre alla Lessa, coinvolte a vario titolo le showgirl Flavia Vento, Aida Yespica, Sara Tommasi, Alessia Fabiani, Francesca Lodo, Silvia Abbate e Angelica Russo. Alcune di loro, presume l’accusa, erano disposte ad offrirsi a ricchi clienti nel corso di incontri e festini a base di sesso e polvere bianca organizzati da Corona stesso. Tra i “paparazzati e ricattati”, invece, Barbara Berlusconi (figlia del leader di Forza Italia), i calciatori Totti, Vieri, Coco e Gilardino, il motociclista Melandri, la soubrette Michelle Hunziker, Francesca Versace (figlia di Santo e futura stilista), il rampollo di casa-Fiat Lapo Elkann. Nel mirino persino politici come il leghista Bobo Maroni e il portavoce del governo Silvio Sircana.

Ci asteniamo dal commentare la diatriba in corso in Parlamento sulle intercettazioni telefoniche, dibattito annoso che tende sempre ad accendersi in presenza di situazioni che coinvolgono esponenti del mondo politico. Evitiamo pure falsi moralismi sugli intrecci tra droga, sesso e denaro, i quali, perlomeno ai livelli di cui si parla, rappresentano scelte assolutamente personali e non dettate da disagio sociale o necessità. Lo dimostra proprio il caso della bella Fernanda, ben lungi dall’essere “lessa” o dal trovarsi nella condizione di agnello sacrificale. Abilissima è stata, invece, a sfruttare questa vetrina inaspettata e, apparentemente, sconveniente. Le notizie brevi di Musibrasil già la segnalano protagonista di campagne pro-Woodcock e richiestissima per serate in discoteca.

Il vero scandalo, se esiste, è che di queste storie si parli. La volgarità non sta nei temi trattati. La vera volgarità è che, quando il polverone sollevato da questa vicenda si sarà abbassato, tutti ne ricaveranno un vantaggio. Compreso chi ha promosso la crociata, come ben descrisse il regista Brian de Palma nel suo film “Il falò delle vanità” (”The bonfire of the vanities“, 1990). I colpevoli, come già accaduto in passato, diverranno vittime e, successivamente, eroi. Ha ragione Corona, che ai carabinieri che lo traducevano in carcere l’altro giorno ha dichiarato: «Per me è tutta pubblicità». Probabilmente scriverà un libro di memorie che diventerà un best-seller. Tutti gli altri ce li ritroveremo presto in casa, grazie all’invadenza della tv, incantatrice di famiglia che li cucinerà in ogni salsa e ce li ammanirà a tutte le ore.

E allora auguri a Fernanda, un tempo regina delle passerelle e titolare di contratti pubblicitari milionari. Auguri per il suo difficile tentativo di rimanere a galla nel burrascoso mare dello star system. Poco importa che ciò avvenga ad ogni costo e a qualunque prezzo. Poco importa che lo faccia definendo «vergognosa» e «pericolosa» l’elezione, nel suo Paese, del presidente «comunista» Lula (dichiarazione resa a Bruno Vespa nel 2003, a “Porta a porta”). Poco importa che lo faccia passando per le spiagge del realityL’isola dei famosi“, triste cimitero degli elefanti per vip decaduti. Poco importa che lo faccia sfruttando la pubblicazione del suo nome nelle cronache giudiziarie. Poco importa, pure, se quest’ultimo episodio contribuirà a rinverdire l’eterno mito della brasiliana “bona”, facile e sciupa-maschi. Il problema, semmai, sarà dei milioni di compatriote meno famose di lei, che continueranno a fare i conti con questa ingiusta reputazione.

Tutto sommato, ci sembra che questo squallido teatrino da Italietta provinciale con ciliegina verdeoro non meriti ulteriore attenzione. Su di esso, l’unica cosa da fare è tirare una riga.. Pardon, intendevamo dire: mettere una pietra sopra.

(A. Forni)

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