Si uccide? Soprattutto per la terra
Cari amici di Brasiliando, abbiamo appena ricevuto dal nostro affezionato lettore Giancarlo Mostachetti un intervento, che volentieri pubblichiamo. Vi si fa riferimento ad una recente statistica, relativa all’eterno tema della criminalitá in Brasile, che per certi versi vi sorprenderá. Insomma – a stare ai risultati – grande attenzione ad avventurarvi dalle parti di Colniza e Jurema, mentre a Salvador avrete campo libero e nessuno vi torcerá un capello… specie al Pelourinho, dopo l’una del mattino, nella nottata tra martedí e mercoledí.
Spero perdoniate l’ironia. Comunque il commento ai dati, che condivido in pieno, lo lascio per intero a Giancarlo, che opportunamente ci ricorda come per la terra si continui a morire. Io per adesso vi saluto e vi “linko”, tanto per restare in tema, il sito dell’Associação pela Reforma Prisional, da cui abbiamo tratto l’interessante e sin troppo esplicita foto di cui sopra.
«L’Organizzazione degli stati Iberoamericani in questi giorni ha divulgato i dati relativi al numero ed alla percentuale (ogni centomila abitanti) degli omicidi, in riferimento al trienno 2002-2004. Questi dati fanno di Recife, con oltre 1300 omicidi all’anno e come era giá noto agli addetti ai lavori, la capitale col piú alto tasso di delitti. São Paolo e Rio de Janeiro, tanto nominate dai telegiornali locali, nella graduatoria occupano posizioni relativamente “tranquille”.
Salta abbastanza all’occhio il fatto che ben quattro tra le prime dieci sono piccole ciddadine del Mato Grosso, e che tra le prime dieci appare la notissima localitá turistica pernambucana di Ilha de Itamaracá, che dista circa cinquanta chilometri dalla capitale Recife. Se in questa lista di morte posso trovare una soddisfazione, la trovo nell’assenza, tra i primi cento posti, di cittadine cearensi: Mombaça é la prima, ed appare solo al 255° posto della “classifica generale”.
La capitale si é invece posizionata in una “tranquilla” 550ª posizione. Ad onor del vero vi sono pure 1441 citta in cui, nel triennio in questione, non é avvenuto nessun omicidio. E comunque le statistiche, come sempre, lasciano il tempo che trovano. La lista non distinque tra omicidi a seguito di rapina e omicidi passionali o di interesse, ma unifica tutte le casistiche in un unico calderone.
Cosí capita che quando in una piccola cittadina, di duemila o tremila abitanti, in cui in genere non avviene nessun reato, un marito geloso uccide la moglie e l’amante, la cittá schizza statisticamente nelle prime posizioni: tra quelle piú violente. Colniza, la prima della lista, deve l’alto tasso di omicidi non a rapine, ma alla guerra per il possesso di terra tra piccoli propietari terrieri e grandi fazendeiro.
Si credeva che in questo secolo la guerra per il possesso di terra si risolvesse nelle aule di tribunale; invece no: continua l’epopea violenta per la conquista di terra, come poetava João Cabral de Melo Neto in Vida e morte Severina.
E quem foi que o emboscou,
irmãos das almas,
quem contra ele soltou
essa ave-bala?
Ali é difícil dizer,
irmão das almas,
sempre há uma bala voando
desocupada.
E o que havia ele feito
irmãos das almas,
e o que havia ele feito
contra a tal pássara?
Ter um hectares de terra,
irmão das almas,
de pedra e areia lavada
que cultivava.
Mas que roças que ele tinha,
irmãos das almas
que podia ele plantar
na pedra avara?
Nos magros lábios de areia,
irmão das almas,
os intervalos das pedras,
plantava palha.
1º Colniza (MT)
2º Juruena (MT)
3º Coronel Sapucaia (MS)
4º Serra (ES)
5º São José do Xingu (MT)
6º Vila Boa (GO)
7º Tailândia (PA)
8º Aripoanã (MT)
9º Ilha de Itamaracá (PE)
10º Macaé (RJ)
13º Recife (PB)
107° Rio de Janeiro
128° Belo Horizonte (MG)
182º São Paulo (SP)
301° Porto Alegre (RS)
337° Rio Branco (AC)
358º Brasilia (DF)
471º Belem (PA)
520 Boa Vista (RR)
550º Fortaleza (CE)
608° São Luìs (MA)
663º Manaus (AM)
687° Salvador (BA)».
(Francesco Giappichini).

