B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Il mare sommerge Rio

Un rapporto divulgato due giorni fa dal Ministero dell’ambiente brasiliano, su indagini dell’Istituto nazionale di ricerche spaziali (Inpe), rivela che lo Stato di Rio de janeiro è il più vulnerabile, in Brasile, nei confronti degli effetti del riscaldamento globale del pianeta, provocato dall’effetto-serra.

Da qualche tempo, gli allerta sull’ambiente, tema di cui non si sarà mai scritto e detto abbastanza, non sono più generici e astratti, tanto da apparire vaniloqui di qualche scienziato pazzo, ma reali, concreti e documentati.

A Rio de janeiro, ormai, si ha la certezza che entro il 2100 alcune passeggiate litoranee, compreso il famoso calçadão di Copacabana, tanto caro ai turisti italiani, verranno inghiottite dal mare, il cui livello cresce a un ritmo di oltre quattro millimetri l’anno. L’erosione è gia evidente a livello delle principali spiagge. Arpoador, Ipanema, Leblon, São Conrado, Barra da Tijuca, Recreio, Prainha, Macumba e Grumari annualmente perdono decine di centimetri di sabbia. Anche case ed edifici in riva all’oceano saranno presto minacciati e problemi seri si avranno nella rete fognaria.

L’inquinamento atmosferico va combattuto, ma alcuni effetti del deteriorarsi delle condizioni ambientali sono già definiti “incontrastabili”. L’Inpe afferma che la temperatura media in Brasile salirà di quattro gradi, entro la fine del secolo, con punte fino a otto, proprio nello Stato di Rio. La diminuzione delle piogge avrà l’ulteriore effetto indesiderato di incrementare il diffondersi di affezioni alle vie respiratorie e di malattie come la malaria, la dengue e la febbre gialla. A rischio, in tutto il Paese, 42 milioni di persone, cioè il 25% della popolazione che vive in prossimità del mare. Tra essi, tutti gli abitanti della città di Rio de janeiro, nessuno escluso (nella foto, una vignetta ispirata alla notizia, apparsa ieri sul quotidiano “O Dia”).

Tempeste e risacche di grosse proporzioni, sempre secondo l’istituto, saranno sempre più frequenti nella capitale carioca. Si sfalderanno o verranno facilmente superate le barriere naturali formate dai coralli. L’approvvigionamento di acque potabili sarà sempre più difficile. Tutto ciò richiederà, in tempi brevi, adeguati interventi di ristrutturazione urbana per assecondare i cambiamenti, ormai inevitabili. Si dovranno trasferire migliaia di tonnellate di sabbia, rinforzare gli argini naturali o artificiali e costruire frangiflutti sotto il livello del mare. In fretta.

Il comune di Rio sembra si stia muovendo. Sérgio Besserman, presidente dell’Istituto Pereira Passos (IPP) afferma che si sta cercando una risposta a tutte queste inappellabili esigenze, dall’impatto severissimo e potenzialmente devastante.

Lo scenario è catastrofico, i ritardi ormai imbarazzanti, le contromisure imprescindibili e vitali.

(A. Forni)

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