B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Ma dopo tutto… é Carnevale

                

Cari amici di Brasiliando, come prima cosa vogliamo segnalarvi un articolo a firma di Chiara Onger, che il portale Paece Reporter dedica a Rio, al suo Carnevale e piú in generale al Brasile. E lo facciamo perché, secondo noi, sottolinea un fatto nuovo, purtroppo trascurato dalla stampa italiana e in genere internazionale.

Ebbene sí, qualcosa é cambiato nell’opinione pubblica brasiliana, e pare cessata quell’assuefazione alla violenza criminale, che purtroppo é complice del perpetrarsi di una situazione per noi inammissibile: a Rio, per fare un esempio, ogni centomila persone quaranta muoiono per omicidio. Elemento scatenante di questa reazione popolare - come riportato - la morte orrenda di un bambino di sei anni, João Hélio Fernandes, trascinato da un’auto in corsa guidata da criminali in fuga, perché rimasto legato alle cinture di sicurezza.

Nel pezzo si segnala anche l’uccisione del vice-presidente di Salgueiro, una delle piú prestigiose scuole di samba carioca, e l’esordio in Rete del sito brasiliano Riobodycount, che, un po’ come fa il Pentagono, fa la conta di tutti i morti ammazzati in quel di Rio.

Insomma complimenti a Chiara Onger, che ricorda ai lettori anche un recente sondaggio Globonews, secondo cui il Carnevale baiano starebbe sempre piú entrando nel cuore dei brasiliani, a scapito proprio di quello carioca. A seguire quindi l’articolo citato, dal titolo The show must go on.

«The show must go on

Rio de Janeiro, fra morti e feriti inizia il Carnevale

Da oggi la vita a Rio de Janeiro si snoderà per giorni e notti a ritmo di samba. Ma la festa più attesa dell’anno probabilmente non servirà a fermare i violenti scontri tra agenti di polizia, membri della criminalità organizzata e miliziani, che si contendono il controllo del territorio e del narcotraffico, mietendo quotidianamente vittime nelle favelas della città carioca. In questo preciso istante, il conteggio delle vittime dal primo di febbraio, tenuto costantemente aggiornato dai due giovani brasiliani Vinicius Costa e Andre Dahmer ideatori del sito riobodycount, è salito a 151 persone morte e 76 ferite. Il lavoro va avanti. Il tasso di omicidi a Rio de Janeiro è tra i più alti dell’America Latina: ogni 100.000 persone ne vengono uccise 40. Sembra però che qualcosa si sia mosso negli animi dei brasiliani di Rio, finora assuefatti a tanto sangue. Mercoledì sono scesi in piazza per protestare contro tutta questa violenza. Il centro della città carioca è stato invaso pacificamente da centinaia di persone, indignate per la morte di un bambino di 6 anni ucciso la scorsa settimana perché trascinato da un’auto in corsa guidata da criminali in fuga dalla polizia. Ma la guerra continua: nel giro di 24 ore, tra mercoledì e giovedì, sono state uccise almeno 10 persone, e altrettante ferite. Tra le vittime, Guaracy Paes Falcao, vice presidente della scuola di samba Salgueiro, una delle più prestigiose della capitale carioca. È stato trucidato assieme a sua moglie da una raffica di colpi. La polizia sospetta di alcune bande che gestiscono il gioco clandestino e riciclano il denaro sporco sponsorizzando molte scuole di ballo. Un connubio pericoloso , che già in passato ha gettato sangue e violenza sul carnevale carioca. Una cappa di profonda tristezza è inevitabilmente scesa sui ragazzi della scuola Salgeiro, ma, come dice una delle responsabili: “dobbiamo continuare a lavorare”. A suon di musica. Le ‘escolas de samba’ sono l’anima della manifestazione, i loro spettacoli registrano sempre il tutto esaurito. Da domenica si esibiranno al Sambodromo della città: un biglietto costa fino a 1000 euro. Per i turisti, la kermesse carnevalesca è puro divertimento, tra sfilate in costumi stravaganti, balli notturni, canti e follie. Simbolo della cultura artistica e creativa del Brasile, è anche un’importante fonte di lavoro, che impegna i brasiliani per diversi mesi all’anno. Valanghe di preservativi. Secondo quanto affermato dagli uffici turistici di Rio, la città aspetta circa 700 mila visitatori, di cui il 20 percento forestieri, pochi in più rispetto al 2006. Una stima che non vede d’accordo l’Associazione degli Hotel che ha calcolato, invece, un afflusso di persone inferiore di quasi il 10 percento rispetto all’anno passato. Sarà che i turisti quest’anno, spaventati dalle truci violenze che si stanno consumando a Rio de Janeiro e nelle sue favelas, abbiano deciso di cambiare rotta, dirigendosi verso la rilassante Bahia, dove sembra che possano esplodere solo musica, colori e allegria? In ogni caso, il Carnevale non è solo Rio e i turisti prenderanno d’assalto tante altre città brasiliane: da San Paolo a Fortaleza, passando per Salvador de Bahia. Proprio quest’ultima sembra stia scalzando i festeggiamenti di Rio dal cuore dei brasiliani. Un sondaggio promosso da Globonews, uno dei più importanti media brasiliani, afferma, infatti, che il 30 percento degli intervistati preferisce sì ancora quello di Rio, ma al 29 percento piacciono di più i festeggiamenti bahiani. Anche quest’anno, dunque, il Brasile sarà letteralmente invaso, tanto che il ministero della Sanità ha promosso una Campagna di prevenzione contro l’Aids, distribuendo 25milioni di preservativi in tutto lo stato».

A questo punto é arrivato il momento di augurare a tutti i nostri lettori un allegro Carnevale, ovviamente sulle note di O tititi do sapoti, che - a mio parere – é uno dei migliori samba della storia. Il brano fu samba-enredo della scuola carioca Estácio de Sá nel lontano 1987, e si é deciso di adottarlo, seppur rivisto, anche quest’anno.

Buon ascolto e buon Carnevale! 

Que ti ti ti é esse

Que vem da Sapucaí  

Tá que tá danado

Tá cheirando a sapoti.

(Francesco Giappichini).

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