B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Carlinhos, ancora lui

 

Non bastassero l’incontenibile frenesia dell’axé, la surreale esplosione di colori e l’entusiasmo del fiume umano di foliões già padrone delle strade, a surriscaldare la torrida atmosfera del carnevale di Salvador de Bahia ha pensato, come sempre, Carlinhos Brown.

L’istrionico fondatore della Timbalada ha denunciato la connotazione sempre più commerciale della festa, a suo parere ormai preda del merchandising e ha aspramente criticato la politica dei prezzi degli abadá, le magliette ufficiali che consentono ai vip, in cambio di migliaia di real, di vivere gli spettacoli dei bloco e dei trio elétrico protetti da decine di guardie del corpo, sfilando all’interno di una sorta di recinto itinerante.

Per contrastare il fenomeno, Brown quest’anno propone lo show del suo bloco, il Pipocão, indipendente, gratuito e senza cordone di sicurezza, che animerà il tradizionale circuito Barra-Ondina lunedì prossimo. Per l’occasione saranno distribuiti 30mila copricapi a forma di pipoca, vale a dire di pop-corn, il simbolo del gruppo. Lo slogan è “democratizziamo la folia“.

Nel corso della conferenza-stampa di presentazione dell’evento, l’ex-Tribalista ha anche illustrato un progetto di rivitalizzazione del quartiere cittadino di Comércio e un’iniziativa presso il Museu do Ritmo (l’antico mercato dell’oro di Salvador), dove egli darà lezioni di musica e organizzerà manifestazioni artistiche allo scopo di promuovere l’inclusione sociale.
«Il museo diverrà un luogo di conservazione della cultura baiana per l’eternità» ha sottolineato. Al suo interno, è stata fatta collocare anche la “Caetanave”, un’opera artistica creata da Orlando Campos sul finire degli anni 60 e dedicata al mentore di Brown, Caetano Veloso, che a quell’epoca aveva appena fatto ritorno dall’esilio londinese.

Carlinhos non è nuovo a iniziative spettacolari, attuate sfruttando la vetrina del carnevale. Lo scorso anno aveva attaccato Gilberto Gil, secondo lui preoccupato solo di apparire sul palco del suo Exprésso 2222 circondato da divi e celebrità, dimenticandosi di importanti temi quali il razzismo, la violenza e l’educazione. Erano poi seguite le pubbliche scuse, espresse in ginocchio con una poesia recitata proprio di fronte al camarote del ministro della cultura, al Farol da Barra: «…Gilberto Gil é alimento, é justiça. Quero que saiba, meu mestre, o quanto te amo e te respeito».

Amato e odiato, Carlinhos non lascia mai indifferenti. Che “ci sia” o che “ci faccia”, pubblico e critica se lo chiedono dall’inizio della sua carriera, cioè da circa venti anni. Fisiologicamente impossibile per lui passare inosservato. Teatralità e platealità fanno parte del suo dna. Tutto sommato, malgrado i difetti e le perplessità suscitate da alcuni suoi atteggiamenti, crediamo che la figura di Brown sia da considerare, comunque, positiva e propositiva.

Se il personaggio “ci fa”, l’uomo, senza alcun dubbio, “c’è”.

(A. Forni)

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