Hummes, il prelato imbavagliato
Ebbene sí, ci dispiace dover ammetterlo, ma oltre le Mura vaticane hanno messo definitivamente il bavaglio al neoprefetto della Congregazione per il Clero, il cardinale brasiliano Dom Cláudio Hummes (nella foto).
Insomma s’é fatto capire all’ex arcivescovo di San Paolo e Fortaleza che non sono questi i tempi delle aperture e degli slanci progressisti volti a modernizzare la Chiesa. E, tanto per esser piú diretti, l’aria che si respira Oltretevere ha purtroppo inquadrato e “normalizzato”, l’ex papabile. Proprio colui che era senz’altro da annoverare, se non altro per i buoni rapporti col presidente Lula, tra i rappresentanti piú illuminati della Chiesa cattolica brasiliana progressista.
Ma andiamo con ordine. Come riportato sull’articolo di Ana Paula Torres Il Vaticano si tinge di Verdeoro, pubblicato su Musibrasil, l’alto prelato, alla vigilia della partenza per Roma, aveva messo in discussione il “principio” del celibato dei sacerdoti. E ció puó leggersi anche sulla cronaca di Rai News 24 che porta la data del 3 dicembre.
«Il celibato non e’ un dogma, ha dichiarato il cardinale brasiliano Claudio Hummes, grande amico del presidente Lula, nominato di recente da Benedetto XVI Prefetto della Congregazione per il clero. “Anche se i celibi fanno parte della storia e della cultura cattoliche, la Chiesa puo’ riflettere sulla questione del celibato, perche’ non e’ un dogma, ma una norma disciplinare”, ha detto il porporato, in un’intervista al quotidiano brasiliano Estado de S.Paulo. Hummes, che si e’ imbarcato oggi alla volta di Roma, ha ricordato che alcuni apostoli erano sposati e che la proibizione del matrimonio e’ stata adottata solo secoli dopo l’istituzione del sacerdozio».
Apriti cielo! Le dichiarazioni fanno il giro del mondo e mettono in allarme gli ambienti cattoli piú tradizionalisti e, di certo, le stesse gerarchie ecclesiastiche. Insomma il nostro cardinale non fa neppure in tempo a riprendersi dalla spossatezza del viaggio aereo e dalla sindrome del jet lag che deve correre a rettificare.
Estremamente chiarificatrice, al riguardo, la Copertina del Tg7 del 4 dicembre, che riportiamo di seguito. Comunque i media del mondo intero non fanno che parlare di “retromarcia” e “dietrofront” del brasiliano.
«Scusate, avevate capito che il calo delle vocazioni potrebbe indurre il Vaticano a ridiscutere il tema del celibato sacerdotale, non dogma ma semplice norma disciplinare? Spiacenti, non è così. E’ stato lo stesso cardinale Claudio Hummes, arcivescovo di San Paolo e nuovo Prefetto della Congregazione per il clero, a fornire l’interpretazione autentica delle proprie parole. Un’autocorrezione, insomma. O, se preferite, una diplomatica retromarcia. Scusate, avevate capito che il calo delle vocazioni potrebbe indurre il Vaticano a ridiscutere il tema del celibato sacerdotale, non dogma ma semplice norma disciplinare? Spiacenti, non è così. E’ stato lo stesso cardinale Claudio Hummes, arcivescovo di San Paolo e nuovo Prefetto della Congregazione per il clero, a fornire l’interpretazione autentica delle proprie parole. Un’autocorrezione, insomma. Perfino alcuni apostoli - aveva spiegato ieri il porporato - erano sposati e la proibizione del matrimonio è venuta alcuni secoli dopo l’istituzione del sacerdozio. Quindi, tenuto anche conto del calo delle vocazioni in Europa, perché non rivedere quel divieto? Oggi, arrivato a Roma, sua Eminenza ha fatto dietrofront. La questione dell’abolizione del celibato sacerdotale “non è all’ordine del giorno delle autorità ecclesiastiche”. Di più: la norma del celibato per i sacerdoti è molto antica e poggia su una tradizione consolidata e su forti motivazioni, “di carattere sia teologico-spirituale sia pratico-pastorale”».
Ma non é finita qui ed il porporato brasiliano é intervenuto qualche giorno fa con un articolo sull’Osservatore Romano per parlare, s’indovini in po’, de «L’importanza del celibato sacerdotale». Come se il dietrofront di due mesi prima non fosse stato sufficiente. Insomma di questi tempi la parola d’ordine deve essere “rigiditá”, ed il cardinale gaúcho pare essersela impressa bene in mente.
Riportiamo quindi l’illuminante lancio dell’agenzia Apcom, che ci racconta dell’ultima conversione di Aury Affonso Hummes, meglio conosciuto come Dom Cláudio Hummes.
«Ora, all’avvicinarsi dell’anniversario dell’encliclica di Paolo VI dedicata al tema (la ‘Sacerdotalis coelibatus’ del 24 giugno 2007), il cardinale brasiliano affida ad un lungo articolo pubblicato sull’edizione di questo pomeriggio dell”Osservatore romano’ (che porta la data di domani) una precisazione dottrinale e sistematica intitolato “L’importanza del celibato sacerdotale”. Fin dalle prime righe, il cardinal Hummes chiude la porta a possibili interpretazioni lassiste di chi, come Milingo, vorrebbe modificare la tradizione assodata nella Chiesa cattolica. “Davvero - si legge - il celibato sacerdotale è un dono prezioso di Cristo alla sua Chiesa, un dono che bisogna sempre di nuovo meditare e rinvigorire, specialmente nel mondo odierno profondamente secolarizzato”».
(Francesco Giappichini).

