Bertinotti marcato stretto

Invero la visita del presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti in Brasile non ha destato il benché minimo interesse della stampa locale. E forse é anche logico che sia cosí. Molto attenti all’evento, invece, i giornali italiani di ogni colore politico, e gli stessi blogger.
É poi superfluo dire che s’é piú che altro badato a far le pulci alle (peraltro molte) frasi ad effetto del presidente, e che questo viaggio “bertinottiano” sará soprattutto ricordato per la “contrapposizione”, forse un po’ anacronistica, tra il Che ed Allende.
Comunque ben descrive l’incontro con Lula l’interessante sito Cani sciolti, il cui articolo riportiamo qui di seguito.
«Il presidente della Camera, Bertinotti, è stato ricevuto a Brasilia dal presidente della repubblica brasiliana, Lula. Bertinotti si è detto “entusiasta” dell’incontro, durato circa un’ora. Tra i temi trattati, l’esigenza di un rafforzamento dei rapporti tra Italia e Brasile, nell’ottica di una strategia comune tra Europa ed America Latina. L’incontro con Lula è stato l’ultimo appuntamento di rilievo del presidente della Camera nel suo viaggio in America Latina, che lo ha portato, oltre al Brasile, in Cile, Argentina e Uruguay».
A seguire da vicino il viaggio sudamericano del (per molti ex) subcomandante Fausto anche Paolo Manzo di Vita, rivista dedicata al no profit. A questi interessa sopra tutto richiamare l’attenzione sulle seguenti parole pronunciate da Bertinotti: «Non capisco perché lo stesso tipo di iniziative non possano farsi per le periferie degradate di città come Palermo o Napoli. Queste sono esperienze che possono andar bene non solo a Bahia, ma anche in paesi ad alto sviluppo capitalista».
Come naturale, accenti piú critici e a tratti ironici, li troviamo sulla seguente cronaca di Roberto Scafuri, inviato de Il Giornale.
«Non conosce il “fantasma” del presunto complotto di Prodi per gestire in prima persona la transizione verso un governo centrista. Ma qualche macumba per rinsaldare la traballante coalizione l’ha imparata, il presidente della Camera Fausto Bertinotti, nel suo viaggio in Sud America. Una statuina rappresentante il “dio degli dei” (l’Oxalà di origine sudanese) gliel’ha regalata il governatore dello Stato di Bahia. “Se non ci aiuta lui, nessuno ci può aiutare”, scherza il presidente della Camera. È proprio vero che aleggia uno strano spirito, e una strana idea di sinistra, sul pellegrinaggio di Bertinotti ai santuari del cosiddetto “Rinascimento sudamericano”. […]. Finalmente, l’abbraccio commosso all’”amico di lotta” Luiz Ignacio da Silva detto Lula, incontrato ieri a Brasilia. Modello di riferimento in quanto “fondatore e costruttore paziente di processi politici”, nonché “grande mediatore tra le forme diverse” di una nuova politica che “non deve temere le divisioni, perché i dissensi sono il sale della terra”. Sarà per questo, che l’Italia unionista si dimostra Paese ad alta densità salina».
(Francesco Giappichini).

