Brasile, ove pullulano “premi Pulitzer”

Dopo aver criticato, e duramente, Tv Globo, dobbiamo continuare a parlare della vergogna nazionale di quel continente chiamato Brasile. Ossia della stampa brasiliana.
E ne sentiamo l’assoluta necessitá perché ci pare che all’esterno, presso le ong straniere e gli osservatori progressisti del mondo intero, non si si sia focalizzato bene il problema. Si marca strettissimo sia la ”famigerata” Tv Globo che i quattro grandi quotidiani nazionali (segnatamente Folha, Estadão, Jornal do Brasil e O Globo), invocando la pluralitá dell’informazione contro ogni oligopolio. Benissimo. Giusto.
Siamo peró convinti che a violare in modo lampante i diritti umani della cittadinanza, prima ancora che la privacy, siano le televisioni locali. Quelle sí, famigerate. Ogni sera, nel Paese intero, verso le sei del pomeriggio, va in scena la cronaca dalla delegacía. Va in scena la vergogna nazionale.
Il delinquentello di turno, che manco a dirlo appartiene alla base della pramide sociale brasiliana, viene sottoposto dall’intervistatore, come potrete ben immaginare un fine maestro del giornalismo, un “premio Pulitzer” mancato, a uno scontato e penoso interrogatorio.
Lui sta lí, a capo basso, con le immancabili Hawaianas, i calzoni corti e la magliettina. (Nella foto in alto uno dei tanti rappresentanti di questa categoria; quella degli intervistati dai “premi Pulitzer”).
Spesso risponde a monosillabi, tipo sim senhor o não senhor. Se poi cerca di migliorare la propria posizione, ecco che il nostro “Premio Pulitzer”, oltre che colto anche perspicace, lo coglie subito in fallo. Non hai rubato la bicicletta? Ma come, se ti hanno visto tutti!
Vicino c’é sempre un agente della Polizia militare il quale poi racconta, lui sí, le cose come sono andate… A volte, é vero, c’é quello che si esprime un po’ meglio degli altri; ma piú spesso ci mandano un “faccia d’ananas” alla Noriega, affinché sappia incutere piú timore al telespettatore.
Ulteriori chiarimenti per chi magari sia meno avvezzo alle cose brasiliane: il tipo sta a capo chino soprettutto perché sa che dopo l’intevista le varie “faccie d’ananas” lo gonfieranno di botte. Diaciamoci la veritá, non per altro.
L’intervista del “premio Pulitzer”, una sorta di interrogatorio mal condotto, avviene nella piú totale assenza di contraddittorio, dato che nessun difensore é presente. E soprattutto l’intento é quello di fomentare l’odio, nel telespettatore, verso l’autore del crimine.
Insomma va tutti i giorni in onda una ripugnante vergogna nazionale, nel silenzio piú totale della stampa che conta, dei presunti difensori dei diritti umani, e di quelli che di mestiere criticano Tv Globo.
(Francesco Giappichini).

