B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Até a vitória, sempre

 

La notizia, rilanciata dalle agenzie di stampa internazionali, è di un paio di giorni fa. Il ricercatore brasiliano Edílson Silva Oliveira afferma che il condottiero della rivoluzione cubana, Fidel Castro, è nato a Tracuateua, una cittadina del nord-est del Pará, non lontana dalla foresta amazzonica. Il lider máximo sarebbe quindi brasiliano.

Il padre di Castro, Angel, lo avrebbe avuto nel 1926 da una donna del luogo, di nome Delfina. Il piccolo Fidel sarebbe cresciuto fino all’età di quattro anni lungo le placide sponde del Rio Quatipuru, parlando portoghese, per essere successivamente portato dalla famiglia nella città peruviana di Iquitos, dove il padre sposò una seconda donna e visse in aperta bigamia.

Dopo un’adolescenza trascorsa con i fratelli, le sorelle e le due madri, Fidel avrebbe deciso di trasferirsi a Cuba, forse a causa ancora una volta del padre, che vi si era nel frattempo rifugiato dopo aver abbandonato le due mogli. Il resto, cioè gli anni 40 e 50, le lotte, la guerriglia e la rivoluzione del 1959, è storia nota. Per dimostrare la sua teoria, Oliveira chiede di poter esaminare il dna dei presunti genitori e di altri presunti parenti di Castro, riesumandone i corpi.

Fidel.JPGLe voci sulla scoperta circolavano già da qualche mese, in questa regione del grande nord brasiliano. C’è chi aveva già pensato di ribattezzare Tracuateua con il nome di “Fidelândia Gloriosa”, “Nova Fidel” o “Fidelópolis”. Il comune, acceso sostenitore di Oliveira e delle sue ricerche, già programmava di aprire un parco tematico su Fidel Castro, una volta che la notizia avesse ricevuto conferma. Conferma che sembra, invero, poco probabile.

La vicenda è sotto alcuni aspetti plausibile ma molte informazioni cozzano con quelle contenute nell’unica biografia autorizzata di Fidel. Soprattutto con il luogo riportato nel suo certificato ufficiale di nascita, cioè Cueto, a Cuba. Un ulteriore corollario della teoria del Fidel brasileiro vuole che un manipolo di uomini, guidato da Che Guevara in persona (nella foto grande, a Brasília, nel 1961), negli anni successivi alla rivoluzione abbia distrutto ogni prova del passato brasiliano di Castro, per evitare che il popolo avesse dubbi sulla assoluta “cubanità” del suo leader.

La notizia era già giunta qualche settimana prima del lancio mondiale alle orecchie dei più attenti tra i cronisti stranieri. Il periodico spagnolo “La Vanguardia” ha pubblicato qualche giorno fa un reportage in proposito, liquidando tuttavia la storia come «totalmente inverosimile» e definendola «un delirio tropicale».

Oliveira non fa mistero delle proprie ambizioni politiche. Grazie alla notorietà raggiunta a livello locale in seguito alla sua “scoperta”, si era già candidato a deputato statale, lo scorso ottobre, nelle file del Psb (Partito socialista brasiliano), senza tuttavia riuscire a farsi eleggere. Recentemente, il ricercatore ha dichiarato che «Fidel, in ogni caso, difficilmente ammetterà di essere brasiliano. Gielo impone il suo ruolo, di eroe e di encomiabile salvatore del popolo cubano dalla tirannia statunitense».

L’impressione è che questo Oliveira “ci faccia” parecchio, anche se la sua improbabile storia (che promette di assumere ancor più i contorni della novela) non è tra quelle che irritano o infastidiscono, ma che semmai fanno sorridere. Qualche settimana fa, sulla lista di discussione Musibrasil ci si chiedeva il perché dell’evidente simpatia da parte della sinistra e del progressismo in genere, nei confronti del Brasile. Sotto questo aspetto, un Fidel verdeoro potrebbe senza dubbio accendere ancora di più le passioni di molti. Ma non sarà così, anche perché nessuno, tranne Oliveira e i cittadini di Tracuateua, sembra avere voglia di riscrivere questo capitolo di storia.

Se la favola fosse vera, un’opportunità da cogliere invero ci sarebbe. L’immagine della città brasiliana che avrebbe dato i natali a Fidel Castro, infatti, potrebbe trarre giovamento dal cambio di nome. Tracuateua, in lingua indigena, significa “formica dal grande sedere”.

(A. Forni)

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